La famiglia Scalabriniana
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la Festa dei Popoli 2008Festa dei PopoliAl di là dell'accoglienza e della sicurezza di P. Gaetano SARACINO
Domenica 18 maggio 2008 in piazza san Giovanni in Laterano a Roma si è tenuto l'appuntamento annuale della Festa dei Popoli dei Missionari Scalabriniani organizzato in collaborazione con la Caritas e la Migrantes del Vicariato di Roma, le comunità etniche della città ed alcune importanti associazioni del mondo del volontariato e della cooperazione, il Comune, la Provincia di Roma e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Giunta alla XVII edizione, la Festa dei Popoli con 60 stand culturali, 20 gastronomici, 24 gruppi folklorici, 20 comunità impegnate nell'animazione liturgica ed oltre 7000 persone ha offerto a tutta la comunità cristiana ed alla città un messaggio positivo sulla convivenza e sulle opportunità dell'accoglienza, coinvolgendo anche quest'anno tutti quei settori della società civile che si adoperano per la causa dell'accoglienza e dell'integrazione. La partecipazione dal vivo del nuovo sindaco l'on. Gianni Alemanno ne è stato il segno. Caratteristica dell'iniziativa, sempre crescente, è il coinvolgimento diretto delle comunità immigrate, che collaborano nella realizzazione degli allestimenti, nella presentazione dello spettacolo, nell'animazione della liturgia, nella partecipazione al dibattito in programma nella giornata rendono la celebre e centrale piazza di Roma e la sua Basilica, un luogo accogliente e ricco delle caratteristiche dei tanti gruppi che vivono nella città. Titolo scelto per la manifestazione di quest'anno è stata un'espressione di Giovanni Paolo II scritta in un messaggio per la Giornata delle Migrazioni: Siamo tutti migranti.“La pastorale della mobilità -scriveva il pontefice- deve rimettere sempre al centro la dignità dell'uomo, la sua irripetibilità. Ogni uomo è un pensiero di Dio è un palpito del cuore di Dio (…) ragion per cui siamo tutti migranti e pellegrini ma non randagi, il che vuol dire che abbiamo ancora delle mete precise, ma che non ci siamo mai accomodati definitivamente”. Il già e non ancora… della vita e i cambiamenti epocali di cui siamo spettatori, li possiamo sperimentare soprattutto nell'esperienza della mobilità. La responsabilità di dare una direzione al nostro futuro, tuttavia, richiede l'impegno per cercare fin da ora criteri idonei e scelte condivise perchè la convivenza fra uomini di provenienze diverse sia possibile. La manifestazione è nata in seno al carisma scalabriniano, per questo, anche nel titolo, è molto vivo il significato della fede dei credenti che vedono la Chiesa come luogo che riunisce tutti i Figli dispersi e che rivela l'appartenenza di tutti all'unica famiglia umana. La XVII Festa dei Popoli si è arricchita di questi significati ed ha lanciato un messaggio: "In un momento in cui tutti sono concentrati sull'immigrazione come fatto di cronaca descritto tra accoglienza e sicurezza, fare festa è una strada per una possibile via d'uscita di rapporti che non possono essere solo di forza...". C'è un cammino dell'immigrazione in Italia e a Roma che non può essere ignorato: non è più solo accoglienza ma anche integrazione e, addirittura, appartenenza ad una comunità, sia religiosa che civile. Le cose urgenti, la cronaca ed i fatti deteriori non possono far dimenticare le cose importanti e gli esempi virtuosi che esistono nelle comunità etniche e che sono patrimonio di tutti.
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