In diocesi : A San Giovanni in Laterano la XV Festa dei Popoli
Le parole di mons. Moretti all'omelia della Messa: «Tutti siamo chiamati a riconoscere nell’altro il Dio che ci ha creati» di Graziella Melina (www.romasette.it) Diversi per cultura e tradizioni, sentono di appartenere ad un’unica famiglia. E si ritrovano tutti insieme per condividere momenti di gioia e di amicizia. Domenica 21 maggio sono state oltre 40 le etnie che si sono date appuntamento in piazza San Giovanni in Laterano per l’annuale Festa dei Popoli, dal titolo “Volti diversi, una famiglia”. Promossa dai missionari Scalabriani, e destinata agli oltre 150 gruppi di immigrati cattolici e non presenti nella città e nella provincia di Roma, la Festa dei popoli, ormai alla 15ª edizione, da due anni si è spostata nella piazza antistante la basilica. «Abbiamo iniziato 15 anni fa nella parrocchia del Santissimo Redentore a Valmelaina. I missionari Scalabriniani sono piuttosto sensibili a queste tematiche – spiega padre Gaetano Saracino, responsabile dell’organizzazione della manifestazione -. Il numero dei partecipanti è andato sempre più aumentando, i posti della parrocchia sono risultati angusti e si è scelto di arrivare a piazza San Giovanni, anche per dare all’evento un carattere più marcatamente diocesano, approfittando anche del fatto che lo scorso anno ricorreva il centenario della morte di Giovanni Battista Scalabrini, fondatore dei missionari Scalabriniani». La festa, che è iniziata alle 9 ed è proseguita per tutto il giorno, ha avuto come protagonisti attivi i gruppi di immigrati. Numerosi gli stand allestiti. Presenti, tra gli altri, le comunità provenienti da Filippine, Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Mauritius, Polonia, Romania, Messico, Paraguay, Ucraina. Coinvolte anche associazioni e gruppi di volontariato impegnati nella promozione della multiculturalità e dell’integrazione. Tra gli altri: Forum per l’intercultura della Caritas, Baobab, Terre di Mezzo, LumbeLumbe, Acse (Associazione comboniana servizio emigranti e profughi), Comunità di Sant’Egidio. «Quest’anno abbiamo aumentato il numero delle comunità che aderiscono all’iniziativa – spiega soddisfatto padre Gaetano -. Abbiamo avuto anche l’intuizione di proporre uno stand culturale e dei dibattiti. In particolare lo stand di Baobab Roma, che è lo stand delle comunità etniche della diocesi di Roma». “L’integrazione dei minori stranieri nella scuola” e “Giovani e intercultura”, i temi delle due tavole rotonde proposte nel corso della festa. Dopo le degustazioni gastronomiche, a metà giornata, la manifestazione è proseguita con una rassegna di ben 17 gruppi musicali provenienti dalle varie comunità, che fino a sera hanno animato la piazza con balli e canti folkloristici. Cuore della Festa dei Popoli però rimane sempre la solenne celebrazione eucaristica, presieduta quest’anno dal vicegerente della diocesi di Roma, l’arcivescovo Luigi Moretti, che si è arricchita di lingue e tradizioni diverse. Nella basilica di San Giovanni, gremita di migliaia di fedeli, le diverse comunità hanno infatti partecipato alla liturgia intonando festosi canti negli idiomi di origine. «Tutti siamo chiamati a riconoscere nell’altro il Dio che ha fatto noi tutti – ha detto mons. Moretti nell’omelia –. L’incontro non può essere altro che uno scambio di doni. E nessuno può sentirsi escluso dalla grande avventura che è il costruire il mondo nella gioia di Dio». 22 maggio 2006
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