Trentacinque Paesi presenti alla Festa dei PopoliXIII edizione organizzata nella parrocchia del SS. Redentore
Trentacinque Paesi presenti alla Festa dei Popoli «Tutte le genti verranno a te». È questo lo slogan che ha caratterizzato la XIII edizione della Festa dei Popoli che si è svolta domenica nella parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina. Quest'anno erano presenti ben 35 comunità etniche: Armenia, Brasile, Messico, Filippine, India, Capoverde, Maurizius, Nigeria, Congo, Corea, Italia, Romania, Ungheria, Senegal, Ucraina, Polonia, Albania, Etiopia, Eritrea, Paraguay, Cina, Sri Lanka, Haiti, Bangladesh, Ghana, Colombia, Ecuador, Nicaragua, Perù, Bolivia, Rep. Dominicana, Argentina, Cile, Venezuela, Camerun e Portogallo La XIII edizione ha riunito ancora una volta donne e bambini che hanno condiviso esperienze, hanno cantato e ballato per l'intera giornata. La Festa dei popoli è stata organizzata dai Missionari di san Carlo, dalle comunità etniche e dall'Ufficio diocesano per la Pastorale delle migrazioni. «Quest'appuntamento ha un significato molto profondo ha ricordato durante l'Omelia l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti -. Stare qui tutti insieme dimostra quanto sia importante l'amore é la fratellanza tra gli uomini». La Santa Messa, caratterizzata dai canti in varie lingue e dalle danze tipiche di svariati Paesi, è stata concelebrata, oltre che dai cappellani etnici, dal Vescovo Kidane-Mariam Teldehaimanot, dal parroco del Santissimo Redentore, padre Roberto Zaupa e da don Pierpaolo Felicolo dell'Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni. «Bisogna aiutare i popoli migranti ad integrarsi nella Chiesa locale - ha Sottolineato l'Arcivescovo Marchetto, rivolgendosi ai .numerosi fedeli parlando loro in cinque lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese -. Uno sforzo, quello della Chiesa, per mettere insieme realtà che non è facile far convivere. Oggi, consegno a voi tutti un importante documento firmato dal Santo Padre dal titolo: "Erga migrantes caritas Christ” cioè "La carità di Cristo verso i migranti". Questa pastorale è segno dell'amore di Cristo, è un profondo segno dell'amore di Cristo per ciascuno di noi. Non è necessario - ha proseguito l'Arcivescovo Marchetto - che rinnegate voi stessi per fare parte di questa Chiesa di Roma, ma dovete sempre pensare che Cristo vi ama, è sempre con voi e non vi abbandonerà mai. La Chiesa è pellegrina come voi - ha concluso il Segretario del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti - siamo tutti pellegrini perché siamo di passaggio in questo mondo». Dopo la Santa Messa, grandi e piccoli si sono dati appuntamento nel cortile della parrocchia per trascorrere in allegria questa importante Festa. Nel pomeriggio, una preziosa carrella di laboratori di arte, ballo, cucina, insieme a spettacoli folcloristici con vivaci ambientazioni, ha coinvolto e unito i numerosi presenti, tra i quali i parrocchiani di Val Melaina. I missionari Scalabriniani, cui è affidata la comunità parrocchiale, ispirano mi da sempre la loro opera al senso dell'accoglienza, intesa come forma di comunicazione che permetta la crescita individuale e sociale. La Festa dei popoli, anche quest'anno, ha avuto un duplice messaggio, per gli emigranti è un invito all'integrazione, per i fedeli romani, invece, un incitamento a comprendere l'importanza della diversità e la ricchezza del confronto con le altre culture e tradizioni. (17-18 maggio 2004)
(Da «L'Osservatore Romano» anno CXLIV - n. 114, rivisto dalla redazione del sito e dai responsabili della Festa dei popoli.)
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