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Festa dei Popoli
Roma: una tenda per l’incontroBenedetto XVI: “Saluto anche le migliaia di immigrati, collegati con noi da Piazza San Giovanni, con il Cardinale Vicario Agostino Vallini, in occasione della Festa dei Popoli"di p. Gaetano SARACINO C.S.
Non poteva esserci augurio migliore per la manifestazione della XIX FESTA DEI POPOLI che si è svolta a Roma domenica 16 maggio: Il Santo Padre al termine della preghiera Regina Coeli ha indirizzato un saluto a quanti erano radunati nella Basilica e nella Piazza di San Giovanni in Laterano per la ormai nota e recepita FESTA DEI POPOLI. E da quella Piazza e in quella Basilica la Roma degli immigrati ha ringraziato Sua Santità per il gentile pensiero, ricambiando con un solidale e filiale abbraccio un momento di comunione che il Vescovo di Roma ha voluto sottolineare. In questo gesto di unità è racchiuso il senso ed il significato autentico della Festa. Non ci sono comunità appartate nella Chiesa; non ci sono comunità parallele o minoranze; nella Chiesa c’è solo una dignità: quella dei Figli di Dio che i pastori e gli operatori pastorali hanno il compito di adunare e condurre. Il successo della manifestazione è stato coronato dalla straordinaria partecipazione di pubblico e in quella del primo cittadino di Roma, il sindaco l’on. Gianni Alemanno, che ha indirizzato nel pomeriggio un messaggio alla gremita piazza: “in questo luogo, da queste esperienza si impara il rispetto alla persona umana, il rispetto della famiglia, il rispetto delle comunità (…) e Roma sa che la sua grandezza è legata a questo, alla sua capacità di accogliere, di incontrarsi (…). Questa città, insieme a voi crescerà, noi ci crediamo (…); la vostra presenza è come un grande punto di riferimento”. La realtà strutturale delle comunità cristiane e quella delle nostre città vede una presenza di persone che abitano con noi e frequentano le nostre parrocchie pur non essendo nate in Italia. Eppure la loro presenza è, il più delle volte, accompagnata da distinguo fatti di benevole concessioni e\o limiti e regole scritte perché, loro, vivano nella legalità. La Festa appena conclusa ci proietta nella ventesima edizione. A giudicare dal coinvolgimento e dalla nutrita presenza di bambini e giovani di seconda generazione il futuro fa ben sperare: non finisce qua!
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