Dove i popoli si trovano

di Don Pier Paolo Felicolo

In questi ultimi anni è andata crescendo la presenza di immigrati cattolici insieme all’attenzione della Diocesi di Roma a questo fenomeno. A oggi le Comunità cattoliche “migrantes” a Roma sono in totale 44 (14 delle quali sono di diverse nazionalità dell’America Latina e fanno capo alla chiesa di Santa Maria della Luce, Missione con cura d’anime dei fedeli Latinoamericani).
Inoltre alcune di queste comunità si avvalgono anche di alcuni centri pastorali, situati in differenti luoghi, per un totale di 66 centri. I Filippini hanno 46 centri pastorali che fanno capo alla Missione con cura d’anime che ha sede a Santa Pudenziana, i Polacchi hanno 6 centri pastorali, Sri Lankesi 4 centri, i Latinoamericani 4 centri (oltre alle 14 comunità nazionali), Ucraini 2 centri pastorali, Rumeni di Rito Latino 2 centri pastorali, Rumeni di Rito Greco Cattolico 1 centro e Nigeriani 1 centro.

Le comunità migrantes non soltanto sono cresciute numericamente, ma la loro è una presenza vivace ed efficace. Sono pietre vive nella Chiesa che esprimono la loro fede tramite liturgie animate, partecipate, curate e ben celebrate. Ogni comunità si organizza in maniera tale da rispondere il più possibile ai bisogni dei loro connazionali e in questo si evidenzia la fantasia della carità: centri di ascolto, sostegno di prima accoglienza, volontariato nelle carceri, negli ospedali, difesa della vita nascente, ricongiungimenti familiari.

Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto attraverso la Festa dei Popoli, per  far collaborare tra di loro i laici di varie comunità e aprire queste realtà sempre di più alla Diocesi che le accoglie.
Le comunità vivono all’interno del tessuto diocesano, partecipando a tutti gli eventi diocesani.
Le comunità etniche restano di vitale importanza perché permettono a chi arriva a Roma di poter esprimere la propria fede secondo i propri costumi, lingua tradizioni, ecc.
Inoltre i centri pastorali aiutano a farci comprendere il fenomeno migratorio non soltanto in un’ottica di emergenza caritativa, ma come occasione per venire incontro ai bisogni integrali della persona umana, non da ultimo quello della fede.

Chiunque abbia l’opportunità di fare esperienza in questo ambito, che rende viva l’universalità della Chiesa, può rendersi facilmente conto quanto questa sia un’esperienza di grazia.

 

© baobabroma.org 2002-2012