Primo Rapporto di Save the Children
Aumentano i minori stranieri in Italia, sia con famiglia sia non accompagnati
Più di 800mila i minori, la maggior parte nati in Italia. Cresce il numero di afgani e di egiziani
ROMA – In aumento in Italia i minori stranieri, sia quelli con famiglia sia quelli non accompagnati: 6.587 nel corso del 2009 (segnalati al Comitato dei minori). Lo evidenzia il primo Rapporto “I minori stranieri in Italia” di Save the Children, presentato oggi a Roma, nella sede di CivicoZero. “E’ la prima pubblicazione interamente dedicata a loro, e intende diventare un appuntamento fisso”, sottolinea Valerio Neri, direttore generale dell’organizzazione in Italia, spiegando che “il lavoro è frutto del nostro impegno a sostegno di centinaia di minori stranieri nelle aree dove sono più presenti: a Roma, in alcune città portuali di Marche, Puglia e Sicilia e altri luoghi strategici come di recente Torino”.
Al 1° gennaio 2009 nel nostro Paese i minori risultavano essere 862.453; nel gennaio 2004 erano 412.432. Costante aumento, dunque, negli ultimi 6 anni i minori stranieri nel nostro Paese. La maggior parte, circa 519 mila, sono nati in Italia, e l’incidenza dei nati stranieri sul totale dei nati in Italia è passata dal 2,5% del 1997 al 12,6% del 2008. Le province con il maggior numero di minori residenti sono Milano, Roma, Torino, Brescia e Bergamo.
Tra i minori aumentano gli afgani e gli egiziani, che sono in sensibile crescita anche a Roma. Nella capitale molti gli egiziani “scomparsi” e scappati dalle comunità d’accoglienza della Sicilia dopo l’arrivo via mare. Più di 3.500 i minori stranieri non accompagnati contattati e seguiti da Save the Children in Italia, di cui più di 1.200 nell’ambito del progetto CivicoZero
I minori entrano nel nostro Paese – spiega l’organizzazione - per lo più via mare ma anche dalle frontiere terrestri del nord est, spesso da soli, a volte al seguito di smugglers (trafficanti) o di sfruttatori, e con l’idea di migliorare la propria condizione economica anche per aiutare le famiglie d’origine, o in fuga da guerre e violenze, come molti minori afgani, il cui flusso è in evidente aumento. Per perseguire il loro disegno migratorio, spesso i ragazzi stranieri scappano immediatamente dalle comunità d’accoglienza e scompaiono, per poi riapparire a chilometri di distanza, come è il caso di molti minori egiziani agganciati da Save the Children a Roma.
Il 77% (5.091) risulta essere non identificato (cioè senza documento di riconoscimento). I minori censiti provengono da 77 diversi Paesi, in prevalenza africani. I gruppi nazionali più numerosi sono quelli del Marocco (15% del totale), Egitto (14%), Albania (11%), Afghanistan (11%), Palestina (7%), Somalia (4%), Eritrea (4%), Nigeria (4%), Repubblica Serba (4%). I maschi sono il 90% del totale. Più della metà dei minori ha 17 anni. 691 hanno tra 7 e 14 anni, 49 tra 0 e 6 anni). Complessivamente i minori tra i 15 e i 17 anni ammontano a 5.847. Il 74% dei minori censiti è alloggiato presso una struttura di prima o seconda accoglienza, mentre il 16% si trova presso zii, cugini, fratelli, sorelle, connazionali, in affido extrafamiliare. 70 minori sono negli Istituti penali minorili. La maggior parte dei minori stranieri residenti è nata in Italia: circa 519mila. Il restante 343.753 è costituito da minori giunti attraverso il ricongiungimento familiare.
Confrontando i dati riferiti all’anno scorso (fine settembre 2008-2009) si rileva che i minori egiziani e afgani sono aumentati, mentre sono diminuiti i minori marocchini, albanesi e palestinesi: i primi sono passati da 906 a 962, gli afgani da 614 a 743.
Per quanto riguarda i punti di entrata di questi bambini e adolescenti, nel corso del 2008 risultano approdati sulle coste delle regioni meridionali 2.749 minori stranieri , di cui il 95% in Sicilia, nella provincia di Agrigento, e più esattamente a Lampedusa . Secondo la rilevazione effettuata dal Servizio di Polizia delle Frontiere e degli Stranieri , inoltre, nel 2008 sono giunti in Italia dalle frontiere di Ancona e Venezia circa 210 minori stranieri. Non si dispone, invece, dei dati relativi alle frontiere terresti. In generale, altri valichi di frontiera significativi sembrano essere: Fiumicino (Roma); Gorizia, Brindisi, Ancona e Malpensa (Milano) . In tutti questi casi la gran parte dei ragazzi in arrivo, è costituita da minori soli.
“Dietro ogni minore, soprattutto non accompagnato, presente sul nostro territorio, c’è sempre una ragione e motivazione fortissime: di ricerca di protezione, di emancipazione economica e sociale, oppure di sfruttamento, come nel caso di molte nigeriane vittime di tratta arrivate via mare, o di tante ragazze dell’est-Europa coinvolte nello sfruttamento sessuale - spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia – perciò consideriamo particolarmente preoccupanti e gravi alcuni recenti provvedimenti, come i rinvii verso la Libia di decine di migranti in arrivo via mare, compresi sicuramente anche minori, e valutiamo che essi rappresentino una forte rischio per la tutela dei diritti dei minori stranieri sia non accompagnati che con genitori irregolarmente presenti nel nostro paese, alcune norme contenutes nella legge sicurezza (94/2009), come quelle che introducono dei criteri molto restrittivi per la concessione del permesso di soggiorno al compimento del diciottesimo anno o, per esempio, quella che prevede l’ipotesi dirimpatrio dei minori comunitari coinvolti in prostituzione”. “E’ necessario piuttosto rafforzare e razionalizzare il sistema di accoglienza del nostro paese, prevedendo delle strutture di prima e seconda accoglienza, e individuare una soluzione di lungo termine per ogni minore - precisa Valerio Neri - Inoltre è essenziale adottare standard e procedure condivise in materia di identificazione, accertamento dell’età e verifica delle relazioni parentali dei minori in ingresso. Commettere degli errori durante anche uno di questi passaggi può tradursi nella violazione di alcuni diritti fondamentali dei quali i minori stranieri sono titolari, compresa l’adozione di provvedimenti altamente lesivi come la detenzione in centri per migranti adulti irregolarmente presenti, l’espulsione e la mancata protezione da violenza o tratta e sfruttamento”.
Rapporto di Save the Children
(Inform)