Angeli nella città

Siamo in Avvento: tempo magnifico in cui il popolo di Dio, nell’ascolto della Parola, coltiva la gioia e la speranza.  

di P. Rui Pedro c.s

Siamo in Avvento: tempo magnifico in cui il popolo di Dio, nell’ascolto della Parola, coltiva la gioia e la speranza. La preghiera, la predicazione, la formazione, il canto e la carità solidaria avvengono in ambiente di festa, di luce, di bellezza, di scambio di visite, di regali e di tanti incontri. E’ la fede a riscaldare il cuore e, soprattutto, le famiglie in pieno Inverno.

Gli angeli del Natale sono già arrivati in città! Non bisogna guardare più il cielo perché sono al lavoro, anche irregolare, tra i nuovi poveri di oggi; non bisogna aspettare la veglia di Natale per ascoltare il loro canto celeste perché sono tra la gente, arrivati prima cantano in tante lingue; non bisogna cercarli negli alberghi zeppi delle nuove Betlemme per rintracciarli perché abitano e viaggiano con noi; non bisogna chiederli che ci proteggano e ci annunzino la Buona Novella del Cristo perché lo fanno già con i loro amici, loro comunità e loro famiglie nel silenzio della città.

Sono angeli venuti da lontano! Alcuni da cieli molto lontani per servire chi ha bisogno di una presenza di umanità. Angeli di mani e cuore aperto che garantiscono i lavori regolari e umili delle famiglie e le cure abituali della persona. Sono angeli che abitano case ricche, ma vivono in una minuscola e buia stanzetta da dove sognano il cielo da dove provengano; sono angeli di due ali che costruiscono e riparano i nostri palazzi, puliscano le nostre case, stirano il nostro bucato, cucinano per noi e per i nostri amici a casa o nei ristoranti romani, che portano a spasso i nostri figli e i nostri cani, che curano giorno e notte gli anziani, i malati, i nostri genitori, i nostri  nonni…  Ci sono alcuni che per aver vissuto in altri cieli, hanno studiato e  avuto delle opportunità, ma questi sono gli arcangeli, i più vicini agli uomini, ma una minoranza angelica nella città.  

Cerchiamo di, in questo natale, accogliere bene i nostri “messaggeri”! Essi vengano dal sud del mondo, per ricordarci i valori umani, la trascendenza divina, la dignità della persona, i diritti e i doveri umani, la libertà e la giustizia, la solidarietà verso tutti, il senso della vita e della comunità, la bellezza della famiglia che molti di loro sognano, ma che il migrare e l’esilio rende vulnerabile e cielo senza terra.

Questo avvento e natale proviamo a valorizzare e a riconoscere la testimonianza di umanità e di solidarietà con cui i migranti e i rifugiati sfidano la città perché inviati da Dio stesso come segni e strumenti visibili della nuova fraternità.

Sediamoci allo stesso tavolo comune. Mangiamo lo stesso panettone. Abbiamo bisogno gli uni degli altri perché “siamo angeli di una sola ala che per volare si devono abbracciare”. Solo assieme si sentirà di nuovo sulla terra: “Gloria in excelsis Deo! (Luc 2, 14)

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