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Mediatori culturali, al lavoro per l'integrazione Le proposte del Forum per l'intercultura nelle scuole: percorsi didattici tematici, corsi di lingua italiana per alunni e genitori stranieri, mostredi Mariaelena Finessi Gli strumenti a cui si fa ricorso sono i percorsi didattici tematici per studenti; gli interventi di mediazione linguistico-culturale; i corsi di lingua e cultura italiana per studenti e genitori stranieri così come i corsi di madrelingua romena, araba e cinese. Non solo, anche campi-scuola e centri estivi, mostre interattive, spettacoli e incontri musicali per un totale di circa 50 scuole e 6.300 ragazzi coinvolti. «Nei soli mesi di settembre ed ottobre 150 docenti hanno già realizzato dei corsi di formazione - racconta Karolina Peric, membro della consulta Intercultura - , altri sono sul punto di partire, soprattutto nelle scuole elementari e secondarie di primo grado». È infatti sui giovanissimi che è più semplice intervenire. Sono i ragazzi che, vivendo in classe situazioni nuove, chiedono a loro volta agli adulti di rimettersi in gioco. «Ecco che, educati al confronto - conclude Peric -, si possono realmente cambiare le cose». «La mediazione che progettiamo e realizziamo - spiegano dalla Caritas - è un modello che promuove cambiamenti positivi in un contesto di riconoscimento e condivisione tra persone che hanno storie lontanissime tra di loro». E la società che il Forum propone, basandosi sull’analisi dei risultati positivi ottenuti nelle edizioni precedenti, «è una dimensione che non si accontenta della sola compresenza e della tolleranza ma cerca l’interazione e il confronto, anche a costo di innescare conflitti». Proprio come nella vita reale. L’intercultura, del resto, «non è tanto qualcosa che si fa quanto una realtà che si vive». |