Un turismo responsabile e rispettoso dell'ambiente

Messaggio per la Giornata mondiale 2008 - Si può essere turisti "contro la terra", danneggiando gravemente l'ambiente con i propri comportamenti. O, al contrario, turisti "a favore della terra", contribuendo al rispetto e alla salvaguardia del pianeta.

Si può essere turisti "contro la terra", danneggiando gravemente l'ambiente con i propri comportamenti. O, al contrario, turisti "a favore della terra", contribuendo al rispetto e alla salvaguardia del pianeta. Lo ricorda il messaggio che il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha diffuso in occasione della Giornata mondiale del turismo 2008, che si celebra il prossimo 27 settembre sul tema "Il turismo affronta la sfida del cambiamento climatico".

Attualmente oltre novecento milioni di persone si recano in viaggio turistico all'estero. Si prevede che nel 2020 supereranno il miliardo e mezzo. Ciò comporta, tra l'altro, spostamenti su mezzi che utilizzano carburanti inquinanti e aumento dei gas nocivi provocati dagli impianti delle strutture alberghiere. Proprio sottolineando l'impatto ambientale di questo movimento, il documento - firmato dal presidente del dicastero, il cardinale Renato Raffaele Martino, e dal segretario, l'arcivescovo Agostino Marchetto - esorta i turisti a coltivare un'"etica della responsabilità" fondata sul "rispetto del futuro e delle condizioni ecologiche e climatiche atte a renderlo possibile".

Certo, il turismo è solo una delle tante attività che producono inquinamento e impoverimento dell'ambiente. In proposito, il documento denuncia espressamente "le decisioni tardive perfino dei popoli più avanzati in campo di ecologia globale" così come "la ritrosia di quanti esitano a ratificare protocolli internazionali, mirati alla conservazione dell'ambiente e alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica". E ricorda che la Città del Vaticano è divenuta il primo Stato sovrano "a emissioni zero" di anidride carbonica, con la creazione, nel 2007, di una zona boschiva in territorio ungherese, grazie alla quale - attraverso un piano orientato a rigenerare la vegetazione - si compensano le emissioni inquinanti. Un'ulteriore testimonianza di sensibilità della Santa Sede verso queste tematiche è costituita dal progetto di impianto fotovoltaico a pannelli solari che fornirà alla Città del Vaticano una quantità di energia quotidiana pari a una quota importante del suo consumo totale. "Sono due esempi concreti - nota il messaggio - che debbono far riflettere sul difficile futuro ecologico, riguardo ai cambiamenti climatici del pianeta, al flagello della deforestazione e al fenomeno del riscaldamento del globo".

In questo senso anche i turisti, con un atteggiamento cosciente e responsabile, possono contribuire "al superamento di un certo narcisismo insano, a combattere l'egoismo e a guardare con lucidità e onestà la terra, che rischia di essere distrutta". Ciò significa "prestare attenzione ai comportamenti e alle azioni" in modo da limitare al minimo gli squilibri e i danni potenziali al pianeta. Il messaggio detta, in proposito, alcuni comportamenti concreti da seguire:  tra questi, evitare quando possibile i mezzi di trasporto scegliendo di muoversi a piedi, preferire alberghi e luoghi di accoglienza a contatto con la natura, ridurre la quantità di bagagli, smaltire in modo adeguato i rifiuti, scegliere prodotti più "ecologici" rispetto ad altri maggiormente dispendiosi o velenosi, utilizzare materiale riciclabile o biodegradabile, rispettare la cultura locale.

In questa logica, è importante recuperare il "senso del limite" contro la corsa al progresso a ogni costo, che impone a tutti di possedere e di consumare. "Il senso del limite - afferma il documento - si coltiva anche quando si riconosce l'alterità tra simili e la trascendenza del Creatore rispetto alle sue creature. Esso si ha quando non si prende il posto di chi mi sta accanto e si concedono agli altri i diritti che si reclamano per sé". Ciò comporta da parte di tutti un'apertura "alla coscienza della fraternità in una terra di tutti e per tutti, oggi e domani".

"Ogni essere umano, e ancor più il cristiano - avverte il messaggio - deve rispondere del pianeta sostenibile, della qualità della nostra terra, che per le prossime generazioni sarà la loro". In questo senso, i turisti - così come l'intera comunità internazionale - sono chiamati a "rispettare e incoraggiare una cultura "verde", rispettosa dell'ambiente, caratterizzata, per noi cristiani specialmente, dai valori etici, oltre che morali". Quando l'uomo "dimentica di essere un fedele servitore di Dio e della terra - sottolinea il documento - essa si ribella e diventa un deserto che minaccia la sopravvivenza". È necessario perciò "costruire forti legami tra le generazioni affinché il futuro sia possibile; occorre sviluppare una austerità gioiosa, scegliendo ciò che non è transitorio né deperibile". Occorre soprattutto "coltivare la carità anche verso la terra, disarmando la logica della morte e incoraggiando l'amore per questo caro spazio che appartiene a tutti noi, nella memoria del dono, nella responsabilità di ogni istante e nel servizio costante della fraternità, anche in vista di chi verrà dopo di noi". In questo modo - conclude il messaggio - si svilupperà "una cultura del turismo responsabile anche nei confronti dei cambiamenti climatici".

(www.vatican.va)

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