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Il 24 giugno cerimonia con Ruini, Alemanno, Zingaretti, Di Tora Riapre il Centro di Ascolto Stranieri di RomaRiaprono dopo i lavori di ampliamento e ristrutturazione i locali del Centro di Ascolto Stranieri della Caritas diocesana di Roma , in via delle Zoccolette, 19. Il Centro di via delle Zoccolette è stata la prima struttura operativa della Caritas romana, fondato da don Luigi Di Liegro nel dicembre del 1981 intuendo uno dei fenomeni che avrebbero modificato la società ed anticipando nei tempi la prima legge nazionale dedicata all’immigrazione, che risale al 1986, ed il primo Ufficio Speciale Immigrazione del Comune di Roma che è del 1989. Martedì 24 giugno, alle ore 16, il cardinale vicario Camillo Ruini benedirà i locali del Centro di Ascolto. Alla cerimonia interverranno il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, il direttore della Caritas, mons. Guerino Di Tora. Gli operatori ed i volontari del Centro di Ascolto Stranieri hanno accolto tutte le varie ondate migratorie passate per la capitale. Dalle prime immigrazioni di transito verso altri continenti (Canada, USA, Australia), agli arrivi di cittadini stranieri divenuti successivamente comunitari (polacchi e rumeni). Dai primi profughi umanitari (ieri i somali e gli etiopi, oggi gli afgani ed eritrei), ai casi di tratta e di sfruttamento. Migranti economici e richiedenti asilo, diversi per storie e aspettative, uniti da bisogni di ascolto e aiuto, umano e professionale. Oltre 195 mila sono stati gli immigrati accolti in questi anni provenienti da 148 paesi, con una media annuale di 7 mila nuovi arrivi e oltre 20 mila prestazioni di ascolto ed orientamento effettuate. Le presenze hanno registrato picchi notevoli nel periodo delle regolarizzazioni nel 1989 (13.874 arrivi), nel 1992 (14.304) e nel 1999 (13.560). Nell’ultimo triennio la media si è attestata intorno alle 6 mila unità annuali. Il 51% è originario dai paesi europei, in particolare dai paesi dell’Europa centro-orientale (47,7%). Il secondo gruppo è quello dei sudamericani (18%) seguito dal Subcontinente indiano (13,2%). Tra le nazionalità spicca la Romania che ha registrato oltre 25mila utenti, seguita dall’Ucraina (11mila), dal Bangladesh (8mila), dall’Ecuador (7mila) e dal Perù (6mila). Il 79% del totale era in condizione di irregolarità ed il ricorso alla Caritas è stato per chiedere consulenza per le pratiche di regolarizzazione, per il 15,6% si trattava di stranieri con permessi di soggiorno per motivi di lavoro o di famiglia, ed nei casi rimanenti si trattava di richiedenti asilo e rifugiati. Oltre all’orientamento giuridico e nelle pratiche di soggiorno gli utenti del Centro di Ascolto hanno espresso anche richieste materiali. Tra queste emerge in modo particolare il ricorso a Cure mediche (il 32% del totale), seguite dall’alloggio (22%), dall’autorizzazione ad usufruire della mensa Caritas (9%), dall’intermediazione nel mondo del lavoro (8%), dai corsi di lingua e dalla possibilità di usufruire di docce ed indumenti. (Inform) |