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Decreto flussi 2007: novità e ruolo del Patronato Acli di RomaDe Palo: “I n favore della legalità, con la persona al centro della nostra politica ” Roma, 5 Dicembre 2007 – Come ogni anno, il Governo ha emanato il decreto (cfr Gazzetta Ufficiale del 30 novembre) che stabilisce il numero dei lavoratori non comunitari che possono entrare in Italia. Anche il Patronato delle Acli di Roma, da sempre schierato in favore della legalità e dei diritti di tutti, ha messo a punto una rete di accoglienza che non faccia sentire i numerosi immigrati che si rivolgono ai suoi sportelli come dei numeri. «La nostra capacità di accogliere gli immigrati – spiega Gianluigi De Palo , presidente del Patronato e delle ACLI di Roma – si vede anche e soprattutto in queste occasioni. Quello che ci proponiamo di fare attraverso gli operatori che lavorano nei nostri sportelli è quello di gestire ogni pratica tenendo presente che dietro ogni volto, ogni mano che stringiamo, ogni ruga del viso di chi ci sta davanti, c'è una storia». Perciò, in questa fase, il Patronato delle Acli di Roma ha messo in campo una squadra che comprende alcuni operatori che hanno esperienza nell'ambito della mediazione culturale, che si occuperanno principalmente della gestione delle code davanti ai propri uffici: «Di gente – continua De Palo – ne sta venendo e ne verrà tanta, anche perché per molti il rientrare o il non rientrare nel Decreto flussi 2007 è una questione di vita o di morte. Per questo crediamo sia importante accogliere e dare un segnale di presenza, cercando, quando occorre, di dare ulteriori spiegazioni agli immigrati in fila, onde evitare inutili momenti di tensione. Senza contare che una nostra assoluta priorità è la professionalità: la competenza è e deve essere sempre considerata come una delle più alte forme di carità. A cominciare dal nostro lavoro». Il Ministero dell'Interno ha sottoscritto un protocollo con i Patronati perché forniscano gratuitamente assistenza tecnica per la compilazione della domanda e quindi per il suo inoltro . Questo meccanismo agevolerà molto soprattutto le famiglie ma anche i datori di piccole imprese che potranno trovare presso i Patronati anche la competenza necessaria per conoscere i contratti nazionali da rispettare, i salari da retribuire, le incombenze cui sottostare per il rispetto della normativa sull'immigrazione. Inoltre, i Patronati sono abilitati a compilare e inviare un quantitativo illimitato di domande mentre il singolo cittadino datore di lavoro ne può inviare al massimo cinque . I datori di lavoro che vogliono essere assistiti dal Patronato ACLI possono telefonare ai numeri 06.4817040 (sede di Piazza Sallustio, 3) o 065708739 (sede di Via Prospero Alpino, 20) , oppure recarsi presso una delle sedi attive sopracitate portando un documento di identità in corso di validità; il codice fiscale; le generalità esatte del lavoratore straniero comprese le indicazioni del documento di identità (passaporto) sempre in corso di validità; copia dell'ultima dichiarazione dei redditi effettuata dal datore di lavoro, una marca da bollo da Euro 14,72. A ogni datore di lavoro l'operatore del Patronato ACLI chiederà di sottoscrivere un mandato di assistenza, ovvero la delega al Patronato per agire in nome e per conto della persona che ne fa richiesta, così come stabilisce la legge che governa proprio gli istituti di Patronato. A.C.L.I.
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