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Il mondo addosso. Un film sul futuro del nostro paesedi Costanza Quatriglio Sono migliaia i ragazzi che ogni giorno lasciano il loro paese d’origine per migrare, completamente soli, in cerca di una vita migliore. Alcuni vengono spinti dalle famiglie con il mandato di guadagnare e spedire i soldi a casa, altri si mettono in viaggio dopo aver perso tutto a causa della guerra, come i piccoli afgani sopravvissuti ai loro genitori, arrivati in Italia dopo aver affrontato lunghi ed estenuanti viaggi durati anni di soprusi e stenti, tra il Pakistan, l’Iran, la Turchia, la Grecia. Il film parte dalle testimonianze dei piccoli viaggiatori e racconta le loro storie, una volta approdati in Italia, a Roma: cosa succede quando questi volti anonimi e smarriti si ritrovano soli, senza adulti di riferimento, guidati alla vita dalla forza di volontà, dalla fede nel futuro. La sfida più grande è stata quella di provare a dire l’indicibile, quel troppo da sopportare, il dolore, la paura, ma anche la necessità di riscatto prima ancora che di affetto, e soprattutto di restituire il sorprendente percorso dal buio dell’invisibilità tra le pieghe di una città distratta, all’esistenza riconosciuta, tra le maglie della burocrazia e dei centri di accoglienza per minorenni. Il film racconta il passaggio dalla minore alla maggiore età e ognuno dei protagonisti compie insieme alla macchina da presa un viaggio dentro percorsi concreti di formazione, ma anche di solitudini e scelte, fino a quando la maggiore età non incombe e nella certezza del diritto e nelle incertezze amministrative la legge della selezione è più forte, e la macchina da presa non può che restare, laddove ancora un abbandono e un altro viaggio ricomincia, per un altro paese, un altro tentativo di essere a questo mondo. È qui che affermo che le vite dei giovanissimi stranieri riguardano tutti noi, sono la premessa di ciò che il nostro paese si prepara ad essere, guardando al futuro in termini di progettualità concreta, di paese dove la parola multietnico non è slogan, ma sforzo comune, basato sulla condivisione dei destini e non solo sulla appropriazione delle risorse umane e della forza lavoro. © Costanza Quatriglio
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