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Di parole così non ne abbiamo bisogno
Se solo a volte ci rendessimo conto della forza delle parole, del loro potere mediatico, persuasivo e illusorio, impareremmo ad usarle con più cautela e rispetto per le persone a cui sono rivolte e per esse stesse , per come vengono manipolate. E' di un mese fa l'articolo di cui tanto si è discusso apparso su "il Tempo" in cui l'autore si dilunga nell'elencare gli innumerevoli crimini e malefatte in cui la "razza" romena sarebbe specializzata per antonomasia. Definizioni come "la razza più violenta, pericolosa, prepotente, capace di uccidere per una manciata di spiccioli" o "Sono i rumeni, sono i cittadini della Romania che da anni terrorizzano il nostro Paese" permeate di generalizzazioni sommarie, imprecise e quanto mai razziste ci lasciano riflettere su quanto sia pericolosamente facile sollecitare l'odio razziale nelle menti di chi si trova a leggerle. Ed è ancora più semplice trovare raccordi, collegamenti con quanto spesso accade nelle nostre città, perchè ogni parola è messa lì per dare scandalo e creare il "caso". Ma noi lettori attenti e sensibili, abbiamo letto oltre, percependo sulla nostra pelle, l'umiliazione, la rabbia e in alcuni casi il dolore di tutti quegli immigrati, romeni e non, che si trovano nel nostro Paese per lavorare onestamente, che mandano i loro figli a scuola per garantire loro un futuro migliore, che amano l'Italia e gli italiani e che magari un attacco del genere proprio non se lo sarebbero aspettato da un popolo che sa mostrarsi accogliente come il nostro. Mi domando quali statistiche o fonti segrete abbia mai consultato il nostro autore per arrivare ad asserire con tanta sicurezza che "La donna rumena, quando invece riesce a non finire nelle mani dei «padroni», con la sua bellezza dell’Est riesce a incantare anziani ricchi e farsi sposare per ottenere la cittadinanza, e perché no, il conto in banca." Un
tono il suo che non lascia dubbi, le donne romene sono tutte disoneste
e gli uomini Italiani dei sciocchi creduloni....o forse ci fa comodo
non guardare l'altro lato della medaglia? Con questo non vogliamo entrare in ambiti che non ci competono, ma ribadire, che il delicato momento che la nostra società sta attraversando avrebbe bisogno di parole di comprensione e conoscenza dell'altro, di apertura e integrazione, perchè la futura società multietnica in cui ci troveremo a vivere non affondi le sue radici sull'odio, la stupidità e le generalizzazioni, davvero no grazie , di parole così non ne abbiamo bisogno.
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