«Voci dalla Festa dei Popoli 2006»

Seconda parte

 

Continuiamo oggi con la seconda parte degli echi dalla festa dei Popoli per ascoltare le parole di chi ha riconosciuto in quella giornata anche un ‘occasione per dare voce alle proprie ansie ed incertezze.

Josè, a differenza di altri amici non l’ho incontrato tra la folla allegra della piazza ma in qualche modo è lui che ci ha trovato entrando nel nostro stand attratto dalle foto a dal nostro slogan.
Aveva voglia di parlare di raccontarsi ed io di ascoltarlo.

 

Baobab: “Josè , di dove sei? Da quanto sei in Italia?”

Josè: “ Sono nato in Argentina, sono in Italia da quasi 10 anni, e credo che non andrò più via.
La mia storia è un po’ diversa dal solito, da ragazzo avevo un sogno, prendere i voti e fare il missionario, per anni ho girato e vissuto in tanti paesi del sud America,
studiando da seminarista. Sono stati anni belli e difficili allo stesso tempo. Poi qualcosa
è cambiata, ho sentito che non era quella la strada, ho sentito il desiderio di una
famiglia, ho lasciato il seminario e sono venuto in Italia sperando di iniziare una vita
nuova.”

Baobab: “Beh, il tuo è stato un percorso di crescita profondo, gli anni trascorsi nelle missioni
saranno stati comunque molto importanti”

Josè: “Sì, sono stati anni importanti mi hanno lasciato molto, la profonda fede che avrò
sempre, la tolleranza per chi è diverso da me, e anche qualche problema”

Baobab: “ Hai avuto problemi per il tuo passato dal seminarista?”

Josè: “No, ma ti spiego, dopo tanti anni in Italia ho deciso di fare i documenti per la
cittadinanza, perché ormai vivo qui, e perché ho avuto dei problemi anche per
chiedere un piccolo prestito per comprare una macchina, se sei straniero ci sono più
documenti e più e burocrazia e problemi , allora ho chiesto i documenti che servono
ed ho iniziato a farli, ma alcuni devono arrivare dai paesi in cui ho vissuto,
Equador, Bolivia, Perù, e non è facile averli, non tutti sono arrivati, e alcuni ci
mettono tanto tempo e quando finalmente sono qui, quelli che ho sono già scaduti,
la burocrazia per noi stranieri è difficile, ci vuole tempo, soldi, sembra non
di non vedere mai la fine. Io non perdo la speranza di farcela prima o poi anche .”

Sorride Josè, anche mentre parla delle sue difficoltà , non perde la serenità e la calma che traspare dai suoi occhi.

Baobab: “ Senti ma , poi sei riuscito a formarti una famiglia qui in Italia ? Hai dei bambini…”

Josè: “No.non ancora…ho molti amici e amiche anche italiani, lavoro, partecipo a belle manifestazioni come queste, la mia vita va bene...ci riuniamo la domenica, per le
feste…”

Baobab: “Come ti sei trovato qui, hai mai avuto problemi di razzismo? Credi che Roma sia
sulla buona strada per l’integrazione delle diverse culture presenti?”

Josè: “Mi sono trovato bene, ma a volte mi hanno fatto sentire diverso, come quando non volevano affittarmi la casa o regolarizzare il lavoro perché tanto noi stranieri ci prendiamo qualsiasi lavoro senza contratto, però le persone comuni sono brave, amichevoli e in 10 anni le cose sono migliorate tanto, e penso che si deve parlare molto di integrazione e darci voce così come fate voi. Giornate come questa aiutano molto anche a sentirsi parte della comunità, capiti, considerati.”

Josè , si alza è ora di andare, ci stringiamo la mano con il nostro augurio a risolvere i suoi problemi per la cittadinanza ed il suo sentito “ grazie “ per averlo ascoltato per avergli dedicato un po’ del nostro tempo.


 

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