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«Voci dalla Festa dei Popoli 2006»Seconda parte
Continuiamo oggi con la seconda parte degli echi dalla festa dei Popoli per ascoltare le parole di chi ha riconosciuto in quella giornata anche un ‘occasione per dare voce alle proprie ansie ed incertezze. Josè, a differenza di altri amici non l’ho incontrato
tra la folla allegra della piazza ma in qualche modo è lui
che ci ha trovato entrando nel nostro stand attratto dalle foto
a dal nostro slogan.
Baobab: “Josè , di dove sei? Da quanto sei in Italia?” Josè: “ Sono nato in Argentina, sono in Italia
da quasi 10 anni, e credo che non andrò più via. Baobab: “Beh, il tuo è stato un percorso
di crescita profondo, gli anni trascorsi nelle missioni Josè: “Sì, sono stati anni importanti mi
hanno lasciato molto, la profonda fede che avrò Baobab: “ Hai avuto problemi per il tuo passato dal seminarista?” Josè: “No, ma ti spiego, dopo tanti anni in Italia
ho deciso di fare i documenti per la Sorride Josè, anche mentre parla delle sue difficoltà , non perde la serenità e la calma che traspare dai suoi occhi. Baobab: “ Senti ma , poi sei riuscito a formarti una famiglia qui in Italia ? Hai dei bambini…” Josè: “No.non ancora…ho
molti amici e amiche anche italiani, lavoro, partecipo a belle
manifestazioni come queste, la mia vita va bene...ci riuniamo
la domenica, per le Baobab: “Come ti sei trovato qui, hai mai avuto
problemi di razzismo? Credi che Roma sia Josè: “Mi sono trovato bene, ma a volte mi hanno fatto sentire diverso, come quando non volevano affittarmi la casa o regolarizzare il lavoro perché tanto noi stranieri ci prendiamo qualsiasi lavoro senza contratto, però le persone comuni sono brave, amichevoli e in 10 anni le cose sono migliorate tanto, e penso che si deve parlare molto di integrazione e darci voce così come fate voi. Giornate come questa aiutano molto anche a sentirsi parte della comunità, capiti, considerati.” Josè , si alza è ora di andare, ci stringiamo la mano con il nostro augurio a risolvere i suoi problemi per la cittadinanza ed il suo sentito “ grazie “ per averlo ascoltato per avergli dedicato un po’ del nostro tempo.
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