“Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio”
di Amara Lakhous

 

Questo libro è stato ripubblicato recentemente dalle edizioni E/O, poiché era già stato scritto e pubblicato in arabo con il titolo “Come farsi allattare dalla lupa senza che ti morda”. All’edizione algerina, pubblicata nel 2003, è seguita un’edizione libanese. La versione italiana non è una traduzione ma una completa riscrittura. L’universo narrativo che Lakhous, residente a Roma dal 1995, costruisce è attraversato da una vena descrittiva molto marcata da cui compaiono, di volta in volta, personaggi strani o ridicoli, pronti ad accogliere gli stranieri oppure chiusi nella strenua difesa del loro “territorio”.

Il condominio, e soprattutto l’ascensore, diventano dunque il teatro di una disputa costante che coinvolge sempre di più le radici profonde della nostra identità. Attraverso le indagini con le quali si cerca di fare luce sulla morte della povera vittima l’autore costruisce un mosaico alimentato dalle tante verità e dalle tante versioni che vengono difese dai vari protagonisti che compaiono sulla scena. Un dato sorprendente in modo particolare. Il tessuto narrativo, arricchito da una polifonia dialettale di voci, ricorda come esempio imprescindibile l’opera “Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana” di Carlo Emilio Gadda. In realtà l’ambientazione popolare, che mette a confronto inquilini italiani e stranieri dello stabile, crea i presupposti per un vero e proprio “scontro di civiltà condominiale”. Uno scontro che prefigura il confronto tra culture che si considerano, in molti casi, inconciliabili.

Fonte: Adnkronos

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