|
|
«Voci dalla Festa dei Popoli 2006»Prima parte
Il 21 maggio in occasione della 15° edizione della Festa
dei Popoli abbiamo deciso per la prima volta di raccogliere direttamente
dalla piazza le impressioni e le voci di chi questa festa l’ha
vissuta da organizzatore, partecipante o semplice spettatore. Ionel è un giovane romeno che incontro mentre guarda ammirato lo stand della Comunità Romena pieno di foto, depliant ed informazioni sulla Romania. Ionel: “ Davvero, bello, la Romania sembra ancora più bella vista su queste foto, viene voglia di andarci, è importante che gli italiani vedano anche le cose belle che ci sono e non solo le brutte notizie alla tv”. Baobab: “ Certo, è importante dare visibilità alle comunità immigrate, è uno degli scopi di questa festa, a proposito , cosa ne pensi ? Ti piace, è la prima volta che partecipi?”. Ionel: “ Si, si è prima volta, sto in Italia da 2 anni, non sapevo che c’era questa festa, mi ci ha portato un amico, è bello ,mi piace, ci sono persone di tanti paesi, tutti sembrano contenti di essere stranieri, per una volta”. Baobab: “Come ti trovi in Italia? Hai un lavoro, dei progetti?” Ionel, sorride: “ Non è facile, pensavo che c’era più lavoro, ma a casa è più difficile, se sei fortunato lavori tanto ma prendi pochi soldi, non ce la fai a farti una vita, io qui ce l’ho lavoro, e ci sono tante persone brave, amici anche italiani, che non pensano solo male di stranieri” Lo saluto, mentre si avvia verso gli stands gastronomici, e qualcosa mi dice che non saprà rinunciare alle “Sarmale” piatto tipico della sua terra.
Claudia e Ricardo camminano tendendosi per mano, sono fidanzati,
lei è Italiana, lui Messicano. Baobab: “E’ bella questa prospettiva, ma non tutti la pensano così. Voi come vivete la vostra dimensione di coppia mista?”. Ricardo “ ...Qua rispondo io perché lei è tanto ottimista, ma non è sempre stato così, adesso è più facile, si parla tanto di immigrati, vedere coppie miste è più frequente, noi ci siamo conosciuti 5 anni fa e ci guardavano strano per la strada”. Claudia: “All’inizio non è stato semplice farlo accettare anche alla mia famiglia, ma con il tempo hanno capito che uno straniero è una persona come tutte le altre, è tutta una questione di ignoranza, si ha paura di ciò che non si conosce, per questo è bene che si parli di immigrazione soprattutto attraverso manifestazioni come questa, come si fa a non essere ottimisti quando tutti questi colori, musiche, sapori , ci parlano di un mondo tanto bello perché vario?”. Già,
come si fa…è con questa domanda, tanto
semplice quanto profonda, che li lascio andare,
|