La Città dei Ragazzi di Roma

 

"Durante la mia malattia sognai la futura Città dei Ragazzi di Roma, (....) una comunità dove i diritti ed i doveri innati e la missione afidata da Dio ad ogni ragazzo nella società, sarebbero stati rispettati; una fraterna comunità, dove giovani, resi cinici dalle loro esperienze negative, avrebbero imparato l'arte del vivere insieme in libertà, in mutua tolleranza, in pace; un luogo sereno dove ogni ragazzo asociale avrebbe trovato comprensione per le sue difficoltà ed incoraggiamento nello sforzo di elevarsi... " Monsignor Carrol-Abbing

Questo sogno vide la sua concretizzazione, per volere di Monsignor Carrol-Abbing, il 6 ottobre 1953, giorno in cui venne posata la prima pietra delle costruzioni che costituiranno il nucleo della Città dei Ragazi di Roma, e continua ancora oggi accogliendo ragazzi in difficoltà, in stato di disagio da ogni parte del mondo. La struttura sorge su un'ampia area agricola, alle porte di Roma a via della Pisana, poco fuori il raccordo anulare; ad accoglierci, lunghi filari di vigne ed uliveti e verde a perdita d'occhio. Eravamo andati con l'intento di vedere con i nostri occhi questa realtà, forse unica nel suo genere, e di fare qualche domanda ad un responsabile, ma arrivati lì, quella che doveva essere un'intervista si è trasformata, con grande piacere, in un' intima chiacchierata tra amici. Il Dottor Carmine Chirico Pisacane, che colgo l'occasione di ringraziare per la disponibilità, accompagnandoci attraverso le strade e le strutture della Città, ci ha fatto ripercorrere la storia dal suo Fondatore, alla posa della prima pietra, fino ad oggi. La realtà che ci siamo trovati davanti è tanto varia e poliedrica che abbiamo deciso di raccontarvela in più riprese, mettendo il risalto di volta in volta i vari aspetti.Inizieremo con la storia della sua fondazione, per parlarvi poi dell'Autogoverno, della struttura, del percoso formativo che segue ogni singolo ragazzo dal suo arrivo fino al giorno della sua partenza dalla Città, delle attività svolte, della dedizione con cui educatori, assistenti sociali e volontari si impegnano per aiutare ed assistere i ragazzi durante la loro permanenza, per parlarvi di un luogo in cui le differenze culturali, etniche e religiose per una volta non dividono ma uniscono nella volontà di questi ragazzi di costruirsi un futuro migliore , e sappiamo quanto oggi un simile esempio sia di fondamentale importanza.

A.F.

 
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