Quando la vita non tradisce i sogni
Per tutta l'infanzia, ha visto giovani del suo quartiere partire
per l' occidente armati solo di buona volontà e speranza
e tornare con televisori, auto e i soldi per ricostruire case e
quel futuro messo a dura prova dal passato regime.
Per lui rimasto orfano di padre da bambino, l'Italia rappresenta la possibilità di
lavorare e guadagnare quei soldi necessari per aiutare la famiglia , per gli
studi del fratello e magari per mettere le basi per il suo futuro.
La realtà che trova una volta arrivato , però , è ben diversa
da come se l'aspettava,
l'approssimarsi dell'avvento dell'euro , le lezioni politiche, tutto sembra rendere
più difficile il suo inserimento nel mondo del lavoro e nel tessuto sociale.
I primi sei mesi li ricorderà sempre come tra i più duri
, lavoretti saltuari, voci di improbabili sanatorie, la difficoltà di
mettere insieme i soldi per l'affitto di un posto letto, la forzata
convivenza non sempre facile con estranei.
Il tempo trascorre così , tra le telefonate a casa falsamente ottimiste
per non allarmare i cari lontani, e le lunghe file per mangiare , perchè a
Roma come ama dire ancora oggi Pietro , di fame non si muore, tra Istituzioni
religiose e non le mense di Carità sono davvero tante e ogni giorno
o quasi offrono pasti caldi ai bisognosi.
Ed è proprio in una di queste mense che finalmente arriva la svolta,
gli viene offerto di lavorare in cucina all' inizio come lava piatti ed uomo
di fatica.
Pietro accetta immediatamente ,e da quel momento , una difficoltà dopo
l'altra , le cose iniziano a migliorare.
Lì conosce religiosi e laici da venti anni al servizio dei poveri ed
immigrati, persone generose, che gli danno il calore e la fiducia di una famiglia;
ed lì che lui ed io ci incontriamo , da subito sono la sua dolcezza
e la determinazione a colpirmi , il sorriso e la Fede con cui affronta le difficoltà e
dall'amicizia all'amore il passo è breve e in pochi mesi vede la sua
vita cambiare davvero.
Gli anni che seguono sono certamente più agevoli ma non
privi di difficoltà, la sanatoria, le lunghissime attese
per il permesso di soggiorno e la conseguente impossibilità di
tornare in Romania per riabbracciare i parenti, ma l'amicizia ,
il sostegno e l'amore delle tante persone conociute in Italia gli
permettono andare avanti di sperare ancora che il futuro sia migliore.
Nell'agosto del 2003 finalmente arriva il permesso di soggiorno e Pietro può tornare
a casa e riabbracciare sua madre ed i suoi fratelli, è un momento molto
importante perchè io sono lì con lui a condividere questa grande
gioia.
Tornati in Italia, la seconda grade svolta ,decidiamo di sposarci in primavera, è una
notizia che lascia sorprese molte delle persone che ci conoscono, pur lavorando
tutti e due i soldi sembrano non bastare per costruire una vita insieme, ma
armato dell'incrollabile certezza che anche stavolta la vita andrà nella
giusta direzione Pietro dissipa ogni mio dubbio.
Nel momento stesso in cui la decisione è presa, le cose
inziano a cambiare nuovamente, lui trova un nuovo lavoro più stabile,
meglio retribuito e più affine ai suoi studi e alle sue
capacità, anche la casa, piccola ma confortevole riusciamo
a trovarla senza troppe difficoltà.
Ci siamo sposati nel giugno del 2004 davanti alle nostre famiglie felici, agli
amici un tempo sospettosi e poi ricredutisi e ai volontari della mensa commossi
e quasi increduli nel vedere quel ragazzo magro e dall'incerto italiano di
un tempo, finalmente felie e pronto per il suo nuovo futuro.
Adesso che il tempo è passato , Pietro ed io ripercorriamo
spesso questi cinque anni fatti di speranze , difficoltà e
preghiere, con la consapevolezza che non ce l'avremmo mai fatta
senza l'aiuto di tante persone prive di pregiudizi che ci hanno
teso una mano quando tutto sembrava troppo difficile, che ci hanno
ascoltato ed incoraggiato ,e senza la sua forza di volontà e
la voglia di realizzare quel sogno portato nel cuore cinque anni
fa.