Provengono soprattutto da Romania, Albania, Marocco, e per la prima volta, dall'Afghanistan

Secondo Rapporto Anci sui minori stranieri non accompagnati: in tre anni un incremento del 19 per cento

 

Fabio Sturani: per l'accoglienza un bando rivolto ai Comuni. Sostenuto dal Ministero Solidarietà Sociale. Dal Ministero dell'Interno la proposta di un protocollo unico per accertare l'età del minore

ROMA - In tre anni i minori stranieri non accompagnati in Italia sono aumentati, passando da 102 nel 2004 a 251 nel 2006. Si tratta prevalentemente di minori maschi appena sotto la soglia della maggiore età, provenienti soprattutto da Romania, Albania, Marocco, e per la prima volta, dall'Afghanistan.

E' quanto fotografato dal secondo Rapporto Anci - "Minori stranieri non accompagnati" -  promosso dal Dipartimento Immigrazione, che ha coinvolto 5328 realtà, circa il 70% dei Comuni italiani (http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/Vol%20SecondRappDEF.pdf)

Sono 1110 i Comuni che hanno dichiarato - riferisce il rapporto Anci 2007 - di aver preso in carico minori non accompagnati attivando un servizio, una risorsa, un'attività di orientamento, un intervento di tutela o un progetto di accoglienza negli ultimi tre anni, per un totale di 6629 minori nell'anno 2004, 7593 nel 2005 e 7870 nel 2006. Il fenomeno ha registrato pertanto un aumento del 19% nel triennio preso in esame.

A prendere in carico i minori non accompagnati sono principalmente le città con più di 100mila abitanti (60% nel 2006) e le città medie, che nel tempo hanno visto crescere la presenza sul loro territorio (passando dal 23% nel 2004 al 30% nel 2006). Le Regioni che segnalano il più alto numero di minori presi in carico sono il Lazio, l'Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia, dove, nel 2006, si concentra più della metà dei minori (54,5%). Passando ad analizzare i dati riferiti ai minori non accompagnati entrati in strutture di prima/pronta accoglienza, l'indagine rileva anche in questo caso un forte incremento: 4930 nel 2004, 6041 nel 2005 e 6102 nel 2006.

Nel triennio considerato il Lazio, l'Emilia-Romagna e la Lombardia hanno accolto in prima accoglienza tra il 57 e il 59% del totale dei minori stranieri non accompagnati, con variazioni significative in alcune Regioni, tra cui spicca il caso della Sicilia, che vede un incremento di +151%.

Con riferimento alla dimensione delle città, dall'indagine Anci emerge che nel 2006 il 75% dei minori accolti si concentra nelle città con più di 100mila abitanti, mentre nelle città tra i 15mila e i 100mila abitanti il numero raddoppia nel corso del triennio, registrando una variazione relativa del 76%. Realtà in aumento anche nei piccoli Comuni (da 5mila a 15mila abitanti), dove si registra un incremento del 62% tra il 2004 e il 2006.

Il passaggio successivo alla prima accoglienza è quello della seconda accoglienza, rispetto alla quale si registra un aumento significativo di presenze nel triennio considerato, passando dai 2631 del 2004 ai 3515 minori accolti in seconda accoglienza nel 2006.

La variazione in aumento del fenomeno interessa principalmente le città medie (tra i 15 e i 100mila abitanti) le quali vedono raddoppiare, in soli tre anni, il numero dei minori inseriti in strutture, passando ad accogliere dal 22% del totale dei minori nel 2004 al 34% nel 2006 registrando una variazione del +105%. Quasi il 65% del totale dei minori accolti in strutture di seconda accoglienza si trova in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte; nel triennio l'aumento più significativo è stato registrato al Sud (+134%) e al Nord-ovest (+42%).

Dalla ricerca emerge anche un altro dato fortemente preoccupante: su 3515 minori accolti in seconda accoglienza solo il 40,7% risulta in possesso di un titolo di soggiorno, di cui il 32,5% per minore età e l'8,3% per affidamento. Il 59,3% del totale dei minori accolti in seconda accoglienza non risulta in possesso di nessuna tipologia di permesso. Puglia, Toscana, e Marche sono le Regioni nelle quali ritroviamo circa 7/8 minori su 10 titolari di un permesso di soggiorno, seguite da Piemonte, Trentino, Liguria e Friuli dove il rapporto è di 6/7 su 10. In Emilia-Romagna, il 44% dei minori accolti è in possesso di un permesso di soggiorno, in Veneto il 33%, mentre in Lombardia solo il 14%, in Sicilia ancora meno del 9% e in Lazio e Campania, addirittura, poco più dell'1%.

Il rapporto Anci  evidenzia anche  alcune linee di intervento: è necessario i implementare il lavoro di "aggancio" dei minori attraverso il sostegno, il rafforzamento e l'ampliamento dei servizi di prima accoglienza per prevenire l'imponente numero di minori che fugge e/o si rende irreperibile; per la buona riuscita del progetto risulta essenziale l'avvio di procedure più rapide e omogenee sull'intero territorio nazionale di rilascio del permesso di soggiorno dal momento in cui il 60% dei minori accolti in seconda accoglienza ne è sprovvisto; emerge la necessità di rafforzare e formalizzare i rapporti inter-istituzionali tra i soggetti, così come quella prioritaria di garantire agli Enti locali adeguate risorse economiche da destinare agli interventi e l'adeguamento in termini di strutture, potenziando il numero dei posti disponibili deputati all'accoglienza dei minori non accompagnati.

Durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto Anci, Fabio Sturani , vice presidente Anci con delega sulle Politiche migratorie e sindaco di Ancona, ha annunciato che partirà nei prossimi giorni il "Programma Nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati" un bando rivolto ai Comuni che permetterà di attivare un sistema nazionale  diffuso sull'intero territorio nazionale di presa in carico e integrazione dei minori con particolare riferimento alla prima fase di pronta accoglienza.

Il Programma è attivato con il sostegno del Ministero per la Solidarietà Sociale attraverso il Fondo per l'inclusione sociale della Finanziaria 2007, una cifra pari a 10 milioni di euro. Una rete di città che, in collaborazione con gli enti di tutela, mettono a disposizione del Programma le risorse di accoglienza presenti sul proprio territorio attivando standard e procedure condivise di presa in carico con il sostegno di risorse stanziate in maniera dedicata dallo Stato a favore dei minori stranieri non accompagnati.

"Quello dei minori - ha detto Sturani - è un flusso non programmato e non programmabile, la cui responsabilità, non soltanto penale, ma soprattutto economica è in capo ai Comuni: la spesa media di un minore è di circa 77 euro al giorno. Senza una adeguata programmazione - ha detto - il rischio è che siano tagliati altri servizi".

Il sottosegretario del Ministero della Solidarietà sociale Cristina De Luca ha spiegato le finalità del Programma Nazionale che "servirà - ha detto - a dare una prospettiva nazionale al fenomeno; a rafforzare il rapporto tra gli enti coinvolti e stabilire gli interventi; ad arrivare ad una standardizzazione delle procedure, e infine a monitorare le politiche di accoglienza. Ma soprattutto il Sottosegretario ha parlato di "una valorizzazione del sapere acquisito dagli Enti locali sul tema dei minori, una competenza - ha aggiunto De Luca - che sarà messa a disposizione di tutti e che sarà quindi potenziata ed ottimizzata".

Dal Ministero dell'Interno è invece arrivata la proposta di un protocollo unico per accertare l'età del minore. E il sottosegretario Marcella Lucidi ha anche introdotto la necessità di avviare progetti con i minori tali da evidenziare le prospettive che possono derivare da questi programmi, sviluppare con loro una specie di contrattazione, un patto dove esaltare il carattere premiale, convincerli che seguire un progetto con impegno porterà anche un beneficio. "Quando si parla dei minori non si devono dimenticare i diritti dell'infanzia, diritti sui quali calano luci e ombre, ma soprattutto ombre nel caso dei minori stranieri. E' necessario - ha concluso - ridisegnare il futuro dei minori fatto di sentimento, non di risentimento".

Il direttore della Direzione Generale Immigrazione del Ministero della Solidarietà sociale Maurizio Giuseppe Silveri ha sottolineato il grave problema della identità dei giovani. "Al 31 marzo 2008, sul totale dei 7143 minori censiti circa il 72% non è identificato. E' impossibile intervenire con strumenti adeguati ed efficaci se non si conoscono le loro origini. Ed è appunto questo uno tra gli obiettivi del Programma Nazionale: costruire un rapporto diretto con i minori per conoscere la loro identità, ma anche i loro bisogni e le loro necessità".

(fr/Inform)

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