La comunità Srilankese
Nella Basilica dei SS. Apostoli vicino p.za Venezia si ritrovano
alcuni delle migliaia di fedeli srilankesi che vivono a Roma.
La storia della presenza srilankese a Roma comincia negli
anni ’70 quando il loro numero era esiguo e si trattava
per lo più di dipendenti dell’Ambasciata Srilankese
o della F.A.O.. Questo piccolo gruppo si riuniva nella Chiesa
di San Silvestro per la Messa domenicale ed altre attività correlate.
Qui insieme alla comunità filippina partecipavano alla
celebrazione eucaristica in lingua inglese che in quella chiesa
era assicurata (sede della Chiesa Nazionale Inglese).
Passando gli anni e aumentando il numero dei fedeli, nella
comunità crebbe però l’esigenza di celebrare
nella propria lingua e P. Bernard, un sacerdote francescano
srilankese, a Roma per studio, ottenne di poterla celebrare
presso l’attuale Basilica dei SS. Apostoli.
Da quel momento in poi ogni domenica alle 17.00 viene celebrata
la messa in Sinhala, la madre lingua dello Srilanka e i sacerdoti
del Collegio S. Paolo assieme a quelli della Casa Madre dei
O.M.I. garantiscono il loro servizio e aiuto nelle attività religiose
come battesimi, prime comunioni, cresime, matrimoni, ritiri
spirituali e pellegrinaggi.
Durante l’anno la comunità festeggia particolarmente:
il 1° gennaio, il 4 febbraio - Giorno dell’Indipendenza
dello Srilanka, Natale, la Domenica delle Palme con il ritiro
annuale presso il Collegio San Paolo, Pasqua, Il Capodanno
Sinhalese.
La comunità srilankese di Roma ha la sua sede ufficiale
nella parrocchia Santa Maria dei pellegrini, in via Pasquetto,
34, nella zona dell’Infernetto. L’apertura del
centro e la nomina della cappellania è avvenuta alla
presenza degli Arcivescovi Malcolm Ranjith, segretario aggiunto
della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli
e Oswald Gomis. L’attuale cappellano è P. Neville
Perera, nominato stabilmente per questo compito pastorale.
A Roma sono quattro i centri che con orari diversi (una volta
al mese o ogni domenica) accolgono le migliaia di cattolici
srilankesi che vogliono celebrare nella propria tradizione
e cultura l’unica fede che ci accomuna.