La comunità Romena

La comunità romena in Roma
A dir poco shockante è limpatto che si ha quando si mette piede
nella chiesa di S. M. in Campitelli alle 15:30 di ogni Domenica. Shockante in
senso positivo, naturalmente, nel vedere una chiesa stracolma di giovani rumeni
che si radunano per celebrare leucarestia e per cantare, ritrovando in
quel momento di fede la forza e le radici della propria terra.
La comunità romena in Roma è nata
pochi anni fa: tutto è iniziato nel
natale del 1996, quando il primo gruppo di rumeni
si radunò nella Chiesa dei Dodici Apostoli.
Da questo Natale inizia il cammino di fede di un
popolo che pur essendo in una terra straniera vuole
mantenere la ricchezza e la freschezza della sua
tradizione.
Nel 1997 la comunità dovette cambiare
più volte residenza, passando dalla
Chiesa di S. Valentino alla Chiesa di S. Maria del
Rosario, fino a giungere nellattuale Chiesa
di S. Maria in Campitelli, vicino a Piazza Venezia,
guidata dal cappellano, don Giuseppe.
I dati dicono che nel comune
di Roma la presenza dei rumeni è pari a 16.526,
al secondo posto dopo la comunità filippina.

Una comunità giovane, dicevamo,
molti dai 20 ai 40 anni, arrivati in Italia come tanti
altri immigrati, chiamati da amici o familiari, in
cerca di lavoro e fortuna.
Molti di loro si sono inseriti nei diversi ambiti
lavorativi: i ragazzi prevalentemente nelledilizia
e le ragazze come collaboratrici domestiche. Non mancano
quelli che sono qui in Italia per studiare. Ad alcuni
di loro chiediamo quali sono i problemi principali
per un rumeno che giunge in Italia e ci rispondono
che anzitutto mancano i documenti e la possibilità di
trovare un alloggio, poi i più fortunati
riescono a trovare anche un lavoro.
Anche se conoscono la lingua italiana grazie alla
TV o alla scuola che prevede lo studio della lingua, non è sempre
facile inserirsi nella nostra società,
lo dimostrano i tanti rumeni che chiedono di dormire
presso lOstello della Caritas o che vanno a mangiare
nelle varie mense della città.
Davanti a questi problemi quotidiani la comunità risponde
con la fede, una fede giovane che ha voglia
di emergere sempre di più.
Basta entrare in Chiesa durante la S. Messa
e ascoltare più di 300 giovani cantare in
lingua romena canti che appartengono anche
alla tradizione musicale italiana, come Santa Maria
del cammino o Se qualcuno ha dei beni in questo mondo
o Symbolum 77...solo per citarne alcuni.
Ci si sente accolti e ci si sente coinvolti al
di là della diversità linguistica. Una
fede giovane che sa creare ponti e cerca legami con
una Chiesa locale che non può restare indifferente
davanti a questa grande comunità.
La speranza per questi giovani resta quella di ritornare
un giorno in patria, ma ora lobiettivo
principale è quello di inserirsi nella nostra
società e trasformare il sogno di un
futuro migliore in realtà.
A tutti linvito di visitare questa comunità,
per pregare con questi giovani e condividere la stessa
fede.