La comunità Congolese
Quello che si pensava essere un punto d'incontro
per i soli congolesi si è pian piano trasformato in
un luogo d'incontro interculturale.
Al termine del Sinodo per l'Africa nel 1994,
il Card. Frédéric
Etsou, arcivescovo di Kinshasa, prese la decisione di costituire
questa comunità cattolica destinata soprattutto ai congolesi
cattolici viventi a Roma.
La messa d'apertura fu celebrata il 12 novembre di quell'anno
in una Chiesa dedicata all'Immacolata Concezione, ma già a metà di
dicembre il Vicariato
di Roma affidava a questa giovane realtà un'altra chiesa
dedicata alla Natività di Gesù e situata nel
Centro storico, nella celebre piazzetta di Pasquino, non lontano
dalla famosa Piazza Navona.
Il Card. Etsou giustificò la
presenza di una realtà come la nostra
con queste parole: "Vivendo all'estero, vi confrontate di certo con problemi
d'ogni tipo come la solitudine, la lontananza da casa, la difficoltà di
lingua, i problemi economici; alcuni tra voi non frequentano la Chiesa e non
ricevono i sacramenti. La comunità è qui per accompagnare
spiritualmente i congolesi a Roma. Mio desiderio profondo è che
siate vicini ai fratelli che vivono qui nei loro problemi e nei vari momenti
della loro vita: nella gioia, nel dolore, nella malattia, nella morte".
Dalla fondazione la comunità è guidata da P. Augustin Bita, sacerdote
dell'Arcidiocesi di Kinshasa.
Mons. Marini in visita alla
comunità Congolese.
Quello
che si pensava essere un punto d'incontro per i soli congolesi
si è pian piano trasformato
in un luogo d'incontro interculturale. Italiani,
Francesi e Africani d'altre nazioni sono frequentatori
abituali della comunità così che spesso
nelle celebrazioni domenicali i fedeli non congolesi
sono la maggioranza.
Il coro che anima la messa, con canti nelle
quattro lingue nazionali del Congo, è spesso
invitato in altre parrocchie e diocesi limitrofe
per animare celebrazioni e per animare giornate speciali
al tipico ritmo congolese.
La vocazione di questa comunità è di
permettere ai congolesi che la frequentano di sentirsi parte non di una determinata regione del Congo,
ma dell'unica chiesa cattolica africana del Congo e che loro rappresentano. "L'unità (bomoko) è ciò che
deve regnare fra di voi!" ha concluso il Card. Etsou, nella celebrazione
inaugurale.