L'e-governement inizia dagli immigrati.
Il sottosegretario D'Alì ha infatti affermato
che entro un anno tutti gli immigrati avranno un permesso
di soggiorno elettronico. Il documento permetterà
di accedere a tanti servizi e ciò segna un primo
passo verso la tanto annunciata informatizzazione della
pubblica amministrazione.
D'Alì è preciso anche sui tempi:"Verosimilmente
entro un anno tutti gli immigrati che avranno regolarizzato
la loro posizione in base alla legge Bossi-Fini dovrebbero
ricevere la carta elettronica". E dopo i 700 mila
della sanatoria, toccherà agli altri immigrati
chiamati a rinnovare i permesso di soggiorno.
Il permesso elettronico potrà memorizzare un
gran numero di informazioni: i dati dell'immigrato e
quelli del suo datore di lavoro, il luogo di lavoro,
la data d'inizio dell'attività, e il domicilio.
Addirittura potrà contenere tutte le informazioni
che si trovano sul libretto di lavoro e l'indicazione
della frontiera attraverso la quale si prevede che lo
straniero esca dall'Italia per tornare al suo paese.
Fortunatamente la carta non servirà solo per
il "controllo", e su questo punto il sottosegretario
D'Alì ci tiene a non puntualizzare: quest'innovazione
non deve passare per l'ennesima affermazione del Grande
Fratello.
"Non è un piano di ordine pubblico - dice
D'Alì - bensì un modo per estendere anche
agli extracomunitari gli stessi diritti di noi italiani".
La carta permetterà infatti di accedere a servizi
via via più numerosi, andando a sostituire altri
documenti, come ad esempio il libretto sanitario,
e semplificando la vita degli immigrati nel nostro Paese,
spesso e volentieri asfissiati da una burocrazia elefantiaca.
Utilità o meno, c'è forse da essere scettici
sui tempi annunciati da D'Alì, secondo il quale,
dicevamo, entro un anno tutti gli immigrati avranno
in tasca il permesso elettronico.
Forse la delega all'informatizzazione ha fatto perdere
di vista al sottosegretario i tempi della burocrazia
italiana, davanti ai quali non c'è microprocessore
che tenga.
Un anno, specialmente nelle grandi città, non
basterà nemmeno a terminare la regolarizzazione,
figuriamoci la distribuzione delle carte elettroniche.
Se poi a distribuirla dovessero essere gli stessi uffici
polifunzionali che convocano per la regolarizzazione,
si rischia addirittura la catastrofe!
Ce li vedete gli uffici polifunzionali, "già
oberati" (parole di Mantovano) di lavoro, aggiungere
alle pratiche da sbrigare anche l'emissione del futuribile
permesso elettronico?
Elvio Pasca |