| La Caritas Italiana, dopo aver fatto
proprio l’appello del Papa “per evitare
la catastrofe incombente” fa presente come la
rete internazionale delle Caritas sta mobilitandosi
per fronteggiare i devastanti effetti della guerra.
A parte la mobilitazione caritativa sul territorio
iracheno in favore degli sfollati interni, le Caritas
stanno predisponendo i loro interventi nei Paesi vicini.
“Imponente sarà il flusso di profughi -
dice il citato documento -, che a centinaia di migliaia
si riverseranno sui Paesi limitrofi. Ecco perché
la rete Caritas li sta sostenendo nell’elaborazione
di piani d’emergenza.
La Siria già
ospita circa 40.000 rifugiati iracheni, e si sta preparando
ad uno sforzo ulteriore. Caritas
Giordania ha già costituito una buona
rete di volontari pronti ad essere mobilitati in caso
di bisogno. Secondo le previsioni, il Libano
non dovrebbe essere interessato da grossi flussi di
rifugiati. Tuttavia potrebbe drammaticamente crescere
la tensione lungo il confine con Israele, come cinque
anni fa, con la conseguente fuga delle persone che vivono
nel sud del Libano verso il nord del paese. In Iran,
dove si prevede un flusso tra 258.000 e 900.000 rifugiati,
si sta predisponendo un grande piano d’emergenza
che coinvolge la chiesa e le autorità locali,
le organizzazioni locali ed internazionali. In Turchia
la Caritas, con la Mezza Luna Rossa, sta predisponendo
interventi d’urgenza, in accordo con le autorità
locali, per operare nei campi profughi in allestimento
al confine con l’Iraq.
(Migranti press)
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