L’attuale scenario di guerra
in Iraq impone urgenti riflessioni sul coinvolgimento
dell’Italia quale paese di asilo per i profughi
in fuga dalle zone di conflitto.
Da una stima dell’Alto Commissariato delle Nazioni
Unite per i Rifugiati, si prevede un esodo di circa
600.000 persone dall’Iraq verso i paesi confinanti
e verso l’Europa.
Già nel 2002, in fase di pre-conflitto, il più
alto numero di domande d’asilo nel mondo è
stato inoltrato da cittadini iracheni, soprattutto in
paesi europei; l’Italia ha registrato 1.170 domande
di asilo da parte di persone in fuga nel 2002 dall’Iraq.
Il Consiglio Italiano per i Rifugiati si unisce all’appello
delle organizzazioni internazionali, delle ONG e dell’ECRE
- il Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esuli,
per garantire una protezione efficace a queste persone,
in quanto rifugiati de facto provenienti da zone di
guerra.
Sul piano internazionale, il CIR si associa all’invito,
rivolto ai paesi confinanti con l’Iraq, per un’apertura
delle frontiere ed un’accoglienza dignitosa dei
rifugiati.
Christopher Hein, direttore del CIR e presidente dell’ECRE,
richiama inoltre l’Italia all’effettiva
adozione delle misure previste, in caso di afflusso
massiccio di profughi, dall’art. 20 della Legge
286/98 sull’immigrazione e dalla Direttiva europea
sulla protezione temporanea approvata nel luglio 2001,
recepita in Italia con decreto del Consiglio dei Ministri
lo scorso venerdì 28 marzo. Sottolinea C. Hein:
“…L’Italia, al centro del Mediterraneo,
non può tirarsi indietro rispetto all’urgenza
di un programma unitario e congiunto a livello europeo
in caso di arrivo massiccio di profughi dall’Iraq,
nel pieno rispetto del principio di condivisione delle
responsabilità con gli altri partner dell’Unione.
In tale contesto, l’approvazione di una legge
sull’asilo in Italia diviene un’esigenza
imprescindibile ed urgente”.
Il Consiglio Italiano per i Rifugiati esorta le istituzioni
italiane a predisporre un piano di protezione e di accoglienza
per il possibile afflusso di massa di profughi iracheni,
sulla base degli strumenti normativi esistenti sul piano
nazionale, internazionale ed europeo, ed in coordinamento
con le organizzazioni internazionali e non governative
del settore.
N.B. - Fino a qualche giorno fa, come si è rilevato
nel n. 14 di Migranti-press, era registrato un esodo
di massa dall’Irak verso i Paesi circostanti.
Con l’assedio e la penetrazione nel cuore di Bagdad
delle truppe anglo-americane le cose stanno cambiando
- scrive in prima pagina l’Oss. Romano del 9 aprile:
“Si fa con il passare delle ore più drammatica
la situazione dei civili iracheni. Centinaia di famiglie
stanno fuggendo da Bagdad intensamente bombardata dove
si susseguono aspri combattimenti…La Croce Rossa,
l’Acnur, il PAM (Programma Alimentare Mondiale)
si stanno attivando per tessere, ognuna nelle rispettive
competenze, una capillare opera di sostegno a centinaia
di migliaia di civili”.
(Migranti-press)
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