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2003 2002
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Rifugiati dall’Iraq:
in Italia un piano di protezione efficace

L’attuale scenario di guerra in Iraq impone urgenti riflessioni sul coinvolgimento dell’Italia quale paese di asilo per i profughi in fuga dalle zone di conflitto.
Da una stima dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, si prevede un esodo di circa 600.000 persone dall’Iraq verso i paesi confinanti e verso l’Europa.

Già nel 2002, in fase di pre-conflitto, il più alto numero di domande d’asilo nel mondo è stato inoltrato da cittadini iracheni, soprattutto in paesi europei; l’Italia ha registrato 1.170 domande di asilo da parte di persone in fuga nel 2002 dall’Iraq.

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati si unisce all’appello delle organizzazioni internazionali, delle ONG e dell’ECRE - il Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esuli, per garantire una protezione efficace a queste persone, in quanto rifugiati de facto provenienti da zone di guerra.
Sul piano internazionale, il CIR si associa all’invito, rivolto ai paesi confinanti con l’Iraq, per un’apertura delle frontiere ed un’accoglienza dignitosa dei rifugiati.
Christopher Hein, direttore del CIR e presidente dell’ECRE, richiama inoltre l’Italia all’effettiva adozione delle misure previste, in caso di afflusso massiccio di profughi, dall’art. 20 della Legge 286/98 sull’immigrazione e dalla Direttiva europea sulla protezione temporanea approvata nel luglio 2001, recepita in Italia con decreto del Consiglio dei Ministri lo scorso venerdì 28 marzo. Sottolinea C. Hein: “…L’Italia, al centro del Mediterraneo, non può tirarsi indietro rispetto all’urgenza di un programma unitario e congiunto a livello europeo in caso di arrivo massiccio di profughi dall’Iraq, nel pieno rispetto del principio di condivisione delle responsabilità con gli altri partner dell’Unione. In tale contesto, l’approvazione di una legge sull’asilo in Italia diviene un’esigenza imprescindibile ed urgente”.
Il Consiglio Italiano per i Rifugiati esorta le istituzioni italiane a predisporre un piano di protezione e di accoglienza per il possibile afflusso di massa di profughi iracheni, sulla base degli strumenti normativi esistenti sul piano nazionale, internazionale ed europeo, ed in coordinamento con le organizzazioni internazionali e non governative del settore.

N.B. - Fino a qualche giorno fa, come si è rilevato nel n. 14 di Migranti-press, era registrato un esodo di massa dall’Irak verso i Paesi circostanti. Con l’assedio e la penetrazione nel cuore di Bagdad delle truppe anglo-americane le cose stanno cambiando - scrive in prima pagina l’Oss. Romano del 9 aprile: “Si fa con il passare delle ore più drammatica la situazione dei civili iracheni. Centinaia di famiglie stanno fuggendo da Bagdad intensamente bombardata dove si susseguono aspri combattimenti…La Croce Rossa, l’Acnur, il PAM (Programma Alimentare Mondiale) si stanno attivando per tessere, ognuna nelle rispettive competenze, una capillare opera di sostegno a centinaia di migliaia di civili”.

(Migranti-press)


 

 

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