Il 17 dicembre a Roma, nel corso di
una Tavola Rotonda tenutasi presso la sede OIL di Via
Panisperna 28 è nato il "Comitato
italiano per una campagna di informazione e sensibilizzazione
nel nostro Paese sui diritti umani dei migranti e delle
loro famiglie".
Aderenti al nuovo organismo, importanti realtà
come gli uffici in Italia dell'Organizzazione Internazionale
del Lavoro (OIL), dell'Organizzazione Internazionale
per le Migrazioni (OIM), la Federazione delle Chiese
Evangeliche in Italia (FCEI), la Fondazione Migrantes
(CEI), la Caritas Italiana, la Casa dei Diritti Sociali
- FOCUS, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL.
Vivere in un Paese differente da quello di origine,
lontano da casa, diventare cittadini cosmopoliti in
un mondo senza più confini. Oggi nel mondo sono
175 milioni le persone che risiedono regolarmente in
un Paese differente da quello di nascita, venticinque
anni fa erano poco più della metà. Il
fenomeno della migrazione è un processo che si
nutre di costanti evoluzioni, con implicazioni politiche,
economiche, sociali e culturali tese a giocare un ruolo
essenziale nelle società di tutto il mondo. In
Italia il fenomeno comincia ad essere consistente dato
che, già oggi, vi è un immigrato regolare
ogni 38 persone: una cifra destinata ad aumentare anche
per ragioni demografiche se si considera che, secondo
gli esperti, mentre l'Europa è a curva demografica
prossima allo zero, tra il 2000 ed il 2020 sono stati
ipotizzati 50 milioni di persone in più (in età
tra i 20 ed i 40 anni) nell'Africa del Nord e ben 120
milioni in più nell'Africa Subsahariana.
L'iniziativa di questo Comitato è venuta a pochi
giorni dalla entrata in vigore della Convenzione Internazionale
sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti
e dei membri delle loro famiglie, adottata dalla Assemblea
Generale delle Nazioni Unite fin dal 18 dicembre 1990;
un documento che metterà molti Stati Membri dell'ONU
di fronte alla necessità, nel futuro prossimo,
di riconsiderare la propria normativa in materia di
immigrazione. Nell'UE, nessuno degli Stati membri ha
ancora ratificato la Convenzione e tra gli obiettivi
del neonato Comitato, c'è quello che la ratifica
avvenga al più presto. L'iniziativa di costituzione
del Comitato è avvenuta nel corso della Tavola
Rotonda.
L'importanza della Convenzione
è sottolineata almeno da due aspetti: il primo
riguarda il diritto dei lavoratori migranti ad essere
informati sulle condizioni di vita e di lavoro del paese
di destinazione; il secondo è relativo al fatto
che i lavoratori migranti, indipendentemente dalla residenza
legale hanno diritti umani inalienabili. Un concetto
non ancora totalmente recepito dall'Italia dove la sensibilità
e la comprensione di questo fenomeno da parte dell'opinione
pubblica non è ancora matura: nella nostra legislazione
sono carenti aspetti fondamentali come quello del diritto
d'asilo e di voto, solo per citarne alcuni. Una legislazione
la nostra che - alla luce dei cambiamenti introdotti
nel 2002 - rende precari i diritti citati nella Convenzione
dell'ONU, contraddicendone il concetto di certezza nei
diritti fondamentali ed introducendo il rischio di lesioni
gravi dei diritti fondamentali della persona.
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