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2003 2002
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Regolarizzazione: tre casi particolari

Pubblichiamo una circolare di chiarimento del Ministero degli Interni su 3 casi particolari che si possono verificare durante la procedura di regolarizzazione:

  • morte o licenziamento
  • ritardi di presentazione della domanda
  • stranieri non regolarizzati

Il primo caso preso in considerazione riguarda il "mancato perfezionamento della procedura di regolarizzazione per motivi dipendenti dal datore di lavoro (morte, licenziamento etc.)".

Se il rapporto di lavoro finisce prima della regolarizzazione, la domanda viene archiviata e la Questura rilascia al lavoratore un permesso per attesa occupazione della durata di sei mesi.
La circolare parla solo di motivi dipendenti dal datore di lavoro, come il licenziamento, la morte, o altri casi, non meglio specificati, compresi nell'"etc.".
Rimane comunque aperta la questione riguardo ai lavoratori extracomunitari che presentano le dimissioni.

Il secondo caso è quello della "presentazione della domanda di regolarizzazione dopo l'11 novembre 2002 in presenza di versamento del contributo forfetario effettuato nei termini".

Ci sono datori di lavoro che, pur avendo versato alle Poste il contributo forfetario entro l'11 novembre, non hanno presentato entro lo stesso termine la domanda di regolarizzazione.
Questi datori di lavoro possono presentare la domanda direttamente alle Prefetture che, valutando caso per caso, decideranno se accettarla o no.
Saranno le Prefetture stesse ad inviare le domande accettate al centro servizi delle Poste dove inizierà il normale iter previsto dalla regolarizzazione.
Intanto, le Prefetture rilasceranno un attestato con il nome del lavoratore per cui si chiede la regolarizzazione che avrà lo stesso valore del cedolino che ha ricevuto chi ha presentato la domanda alle Poste.

L'ultimo caso preso in considerazione dal Ministero riguarda l' "esecuzione del provvedimento di espulsione di stranieri che non possono essere regolarizzati".

Se, durante un controllo, la Questura accerta che un extracomunitario non può essere regolarizzato, può procedere immediatamente all'espulsione, nonostante il cedolino delle Poste o l'attestato rilasciato della Prefettura di cui sopra.
La Questura comunicherà quindi l'avvenuta espulsione alla Prefettura che sta esaminando la domanda di regolarizzazione e questa, a sua volta, notificherà al datore di lavoro che la domanda è stata respinta.


 

 

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