Comitato italiano
per i diritti dei migranti
Il seminario, tenutosi a Roma il 6 maggio
2003, ha costituito un’occasione preziosa di approfondimento
giuridico sulla Convenzione Internazionale sulla protezione
di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro
famiglie adottata dall’Assemblea Generale delle N.U.
il 18 dicembre 1990 e che entrerà in vigore il 1 luglio
p.v. a seguito della recente ratifica da parte del ventesimo
Stato.
Si tratta di una Convenzione che ha una
storia di 30 anni , come ricordato da Padre Graziano
Battistella, Preside dello Scalabrini International
Migration Institute, ma la cui esigenza di ratifica
non è finora emersa per i governi europei a causa della
priorità da essi conferita alla regolarizzazione
dei flussi migratori.
Tale concetto è stato ribadito da Luca
Dall’Oglio, Capo Missione dell’OIM, che ha precisato:
“Sono passati 12 anni dalla sua adozione da parte delle
Nazioni Unite. In questo lasso di tempo lo scenario
delle migrazioni internazionali è totalmente mutato.
Sempre meno la distinzione tra paesi di origine, transito
e destinazione appare marcata e quindi la ratifica si
traduce per tutti i paesi in un impegno concreto; le
priorità nazionali di alcuni Stati che in sede ONU l’avevano
adottata sono oggi cambiate e più incentrate sulla questione
della sicurezza. Per questa ragione la spinta alla ratifica
deve venire dalla società civile attraverso iniziative
come quella del Comitato Italiano per i diritti dei
Migranti”.
A questo proposito, dichiara Claudio Lenoci,
Direttore dell’ Ufficio dell’OIL di Roma: “E’ necessario
che la società civile nel suo insieme sia informata
sull’esistenza di questo strumento internazionale che
riconosce in modo forte ed esplicito i diritti umani
fondamentali dei migranti, troppo spesso violati e ignorati
in molti paesi” e aggiunge: “Per questa ragione il Comitato
ha promosso una Campagna di informazione e sensibilizzazione
sui diritti dei migranti e lanciato una raccolta per
le adesioni rivolta alla società civile nel suo insieme,
alla quale ci auguriamo aderiranno in molti”.
Guglielmo Loy, Segretario Confederale
della UIL, intervenendo a nome delle tre confederazioni
sindacali, dopo aver ribadito il valore etico della
Convenzione ha sottolineato l’importanza dell’esistenza
del Comitato italiano e l’azione per promuovere questa
Convenzione. Loy dichiara: “è nel DNA dei sindacati
la questione dei diritti dei lavoratori migranti e far
parte del Comitato è coerente con le nostre attività
e finalità”. Loy ha anche richiamato l’attenzione sui
rischi insiti nella forte ondata immigratoria in un
Paese, come il nostro, non preparato: “un fenomeno che,
se non gestito insieme ad una adeguata informazione
e sensibilizzazione, rischia di provocare episodi di
rigetto proprio sul terreno dell’uguaglianza dei diritti”.
Il Prof. Roberto Baratta, ordinario di
Diritto Internazionale all’Università di Macerata, nell’illustrare
la portata giuridica di questo strumento internazionale
ha messo in evidenza come una sua eventuale ratifica
da parte degli Stati europei non rischierebbe di stravolgere
il loro impianto normativo in materia di migrazioni,
tanto più nel caso dell’Italia che ha già ratificato
la convenzione OIL 143 del 1975.
“Nonostante l’ampio dibattito che investe
la mancata ratifica da parte degli Stati europei della
Convenzione del 1990, è innegabile l’importanza della
sua portata sul piano del rispetto dei diritti umani
dei migranti su cui sarebbe necessario produrre risultati
concreti ”. Queste le conclusioni del Ministro Antonio
Bandini, Vice Presidente del Comitato Interministeriale
per i diritti umani.
Per informazioni:OIM tel. 06 44 186 223
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(Migranti-press)
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