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2003 2002
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Il Viminale estende a tutta Italia l’accordo sulla sanatoria bloccato da Maroni e Bossi
Nuovo accordo ieri e dietrofront del ministro del Welfare Maroni sull’intesa per consentire la sanatoria anche agli immigrati che hanno perso il lavoro e ne hanno trovato un altro; è stata diramata la circolare del Viminale che spiega la corretta interpretazione della legge Bossi Fini a tutte le prefetture italiane.

Il nuovo accordo rispecchia i precedenti in materia già firmati a Milano e che il ministro Maroni, in un primo momento, aveva sospeso in via cautelativa. Il confronto tra il prefetto Bruno Ferrante e il governo si è quindi concluso positivamente.

Proprio mentre a Milano sfilava un corteo di protesta organizzato dai sindacati confederali con oltre un migliaio di extracomunitari, è stata diramata la circolare del Viminale che spiega la corretta interpretazione della legge Bossi Fini a tutte le prefetture italiane. La via indicata dalla dottoressa Anna Maria D’Ascenzo rispecchia a grandi linee il protocollo milanese. Quel documento dieci giorni fa era stato di fatto sconfessato dal ministro Maroni, il quale aveva recepito i malumori del leader della Lega Umberto Bossi, preoccupato che l’intesa raggiunta a Milano sulla legge che porta il suo nome ne desse un’interpretazione troppo libera.

Ma dopo le proteste di chi a Milano aveva firmato quel protocollo - dalla Caritas all’Assolombarda - e dopo le repliche del ministro Maroni ieri si è visto che il punto di incontro fra le due prospettive era più vicino di quanto sembrasse. La nuova circolare D’Ascenzo infatti riconosce la possibilità di un immigrato che ha cambiato lavoro di ottenere a regolarizzazione grazie alla domanda di un nuovo datore di lavoro. Esattamente come era nell’accordo milanese. Le differenze fra i due documenti sembrano molto marginali, ma il direttore generale dell’Immigrazione al ministero del Welfare, Maurizio Silveri, tiene a precisare: “Questa circolare dice chiaro che la regolarizzazione è possibile solo se il processo è messo in moto dal nuovo datore di lavoro, che presenta domanda in prefettura, e previa verifica di tutte le condizioni, può ottenere di assumere regolarmente un lavoratore straniero che inizialmente aveva presentato domanda con un altro imprenditore o con un’altra famiglia”.

Nella circolare si legge che “il nuovo datore di lavoro dovrà dare comunicazione alla prefettura” e qui “la pratica dovrà essere prioritariamente esaminata”, prima di “procedere alla convocazione del nuovo datore di lavoro assieme al lavoratore straniero affinché possa essere stipulato il nuovo contratto di soggiorno e il relativo permesso della durata di un anno”. Una procedura che assomiglia moltissimo a quella che era stata ipotizzata nel protocollo firmato a Milano.

(da La Repubblica di venerdì 4 aprile 2003)


 

 

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