Il disbrigo delle pratiche di regolarizzazione
nella Capitale procede a ritmi vicini alla paralisi.
In 3 mesi sono state esaminate a Roma meno di 1.000
pratiche di regolarizzazione degli stranieri: neppure
l'1% di quelle presentate.
E' la denuncia lanciata da mons. Guerino Di Tora,
direttore della Caritas diocesana, aprendo stamani la
conferenza stampa di presentazione delle anticipazioni
del "Dossier Statistico Immigrazione 2003"
incentrata sui temi della regolarizzazione e dei possibili
flussi di rifugiati per il conflitto in Iraq.
Presentando presso l'Associazione stampa estera i primi
risultati delle ricerche che andranno a confluire ad
ottobre nel Dossier 2003, Di Tora ha riferito le promesse
da parte del ministero dell'Interno di "potenziare
il personale e snellire le procedure" per facilitare
il lavoro degli uffici riguardo alla regolarizzazione
degli immigrati; tuttavia "il rispetto dei lavoratori
stranieri non sempre è assicurato e la loro dignità
rischia di essere un obiettivo lontano: per molti datori
di lavoro queste persone facevano comodo solo se venivano
sottopagate", ha rilevato il direttore della Caritas
romana.
Anche secondo Franco Pittau, coordinatore del Dossier
statistico immigrazione, la mancanza di progettualità
sembra il punto debole nei flussi migratori.
"Programmare è meglio che regolarizzare",
ha sottolineato, precisando che "la regolarizzazione
era necessaria, un atto realistico che andava compiuto,
ma è il sistema Italia a non essere ancora in
grado di programmare in termini concreti l'arrivo degli
stranieri".
I politici, ha aggiunto Pittau, "dovrebbero affermare
con chiarezza che l'immigrazione serve al nostro paese,
considerando il declino demografico; invece i bisogni
delle famiglie non vengono presi in considerazione e
bisogna prendersi carico delle fasce deboli, ad esempio
degli anziani che necessitano dell'assistenza di una
badante, aiutandoli nel pagamento dei contributi".
Scettico su una possibile conclusione delle regolarizzazioni
a dicembre, Pittau ha auspicato che i datori di lavoro
liquidino i contributi spettanti ai "regolarizzandi"
entro la fine dell'anno.
|