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IMMIGRAZIONE:
UIL, nel lazio già 52mila domande emersione

Sarebbero 52 mila le domande per l'emersione del lavoro nero degli extracomunitari già presentate nel Lazio: l' 80% solo nella capitale. Si tratterebbe all'incirca di oltre 40mila persone solo a Roma che chiedono di essere regolarizzate.

Il dato è stato fornito questa mattina dalla Uil a margine del convegno "Badanti: donne e uomini come noi" organizzato da Uil di Roma e del Lazio, da Uil pensionati e dall'Ada (Associazione per il diritto degli anziani), a pochi giorni dalla scadenza della consegna delle buste per la regolarizzazione.

L'incontro, alla presenza del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, della deputata Livia Turco, dei rappresentanti sindacali e di alcuni associazioni, è stato l'occasione per un confronto su due categorie di cittadini deboli: gli anziani e i disabili assistiti. Nel corso del convegno è stato più volte sottolineato l'importante compito che i lavoratori extracomunitari svolgono all'interno delle famiglie italiane nel ruolo di colf e badanti. E di conseguenza é stata ribadita la necessità di tutelare questa categoria, di pensare a un inserimento più dignitoso per gli immigrati e a un'adeguata integrazione sociale, ma anche di curare l'aspetto della loro formazione.

"Se si cancellasse la figura della badante - ha detto Guglielmo Loy della Uil - si creerebbe un vuoto, tanto che le Regioni pensano d'intervenire in favore delle famiglie per sostenere i costi". Loy ha spiegato che, se non ci fossero le badanti, gli anziani e i disabili finirebbero, nella maggior parte dei casi, in ospedale o nelle istituzioni competenti con un "impatto economico terribile".

Sulla possibilità di un "bonus badanti e colf", sono intervenuti anche Alberto Sera, segretario generale Uil Roma e Lazio, e Silvano Miniati, segretario generale Uil pensionati, chiedendo "un intervento immediato da parte della Regione in favore delle famiglie interessate alla regolarizzazione, come è già stato fatto in Veneto".

Sera ha chiesto anche l'istituzione di un "fondo di garanzia per il rimpatrio" degli immigrati e la possibilità per le fasce di reddito debole di imputare il costo dei contributi previdenziali come sgravio fiscale.

(fonte ANSA)

 

 

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