Un permesso di soggiorno di sei mesi
per gli extracomunitari che apriranno una vertenza nei
confronti del datore di lavoro che ha negato loro la
regolarizzazione. Lo ha annunciato il sottosegretario
all'Interno, Alfredo Mantovano, durante il convegno
della Uil sulle badanti.
Mantovano ha assicurato che nel pomeriggio una circolare
ministeriale raggiungerà i prefetti.
"La circolare - ha detto il sottosegretario - fa
riferimento alla disposizione del Testo unico della
legge sull' immigrazione che consente il rilascio di
un permesso di soggiorno di sei mesi in attesa di occupazione".
Ma non si tratta dell' unica apertura da parte del
Viminale sulla legge Bossi-Fini. Sarà regolarizzato,
ha sostenuto Mantovano, anche chi nei tre mesi dall'
entrata in vigore della legge (10 giugno-11 settembre)
si è assentato per motivi di salute, familiari
o semplicemente per ferie. In questo modo i tre mesi
non sono da considerarsi continuativi come si riteneva
in un primo momento.
Inoltre, per le badanti il cui datore di lavoro muoia
prima della firma del contratto potrà subentrare
la famiglia del defunto e in caso potranno essere assunte
anche come collaboratrici. Niente da fare invece per
gli extracomunitari che hanno subito una truffa: il
datore di lavoro verrà sanzionato e l' immigrato
rimpatriato.
"Sono 800 mila gli extracomunitari clandestini
in Italia secondo la stima del dipartimento di pubblica
sicurezza fatta prima della regolarizzazione. Alla data
dell'11 novembre riteniamo che saranno presentate non
meno di 500 mila domande per l'emersione".
Il sottosegretario Mantovano ha inoltre aggiunto che:
"L'emersione prevista dalla legge Bossi-Fini contribuisce
dunque a prosciugare l'area di clandestinità:
la regolarizzazione in corso fa riferimento a un rapporto
di lavoro che viene formalizzato in un contratto, con
contributi e assistenza sanitaria". "E' nostra
intenzione - ha sottolineato - favorire l'ingresso regolare
degli extracomunitari in Italia".
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