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DOSSIER IMMIGRAZIONE 2002:
Immigrati, negli ultimi dieci anni a Roma
sono raddoppiati

«Non per convincere qualcuno o per difendere qualche tesi, ma solo per mostrare la realtà». Così il sociologo Franco Pittau della Caritas romana, ha presentato mercoledì 23 ottobre il XII "Dossier statistico sull'immigrazione",
elaborato insieme a Migrantes per combattere i pregiudizi e i luoghi comuni. Demografia.

Una prima tabella comparativa, mostra come negli ultimi dieci anni è cambiata la presenza di cittadini immigrati a Roma. All'epoca erano in tutto 139.357 (il 90,2 per cento i regolari), mentre ora sono 212.095 (89,7 per cento i regolari), con un aumento de 52,2 per cento.

I cittadini filippini continuano ad essere la comunità più numerosa con 22.837 presenze (10,8 per cento su totale degli immigrati, rappresentato dal 64,6 per cento da donne); seguono poi i rumeni con 19.521 presenze (9,2 per cento sul totale ed il 44,7 per cento di donne), i polacchi con 11.161 presenze (5,3 per cento sul totale ed il 66 per cento di donne). Al quarto posto gli albanesi con 8.465 presenze e i cittadini del Bangladesh al quinto posto con 7.851 presenze.

Il primo municipio è quello a maggiore concentrazione di immigrati (16,2 per cento sulla popolazione) distribuiti soprattutto tra il Centro storico dove sono in 6.360 e all'Esquilino in 6010, soprattutto concentrati a Piazza Vittorio. Il X Municipio è quello meno abitato (2,9 per ceto sulla popolazione).

Il lavoro.
Alcune comunità si caratterizzano culturalmente anche per alcune mansioni considerate predilette. E' il caso della comunità filippina che "avendo un forte rispetto per gli anziani, si dedica a loro con particolare cura". La forza lavoro immigrata a Roma è di 117.900 cittadini (55,6 per cento sui presenti). Nel 2001 sono stati assunti regolarmente 37.640 lavoratori (86,8 per cento su base regionale) e 6,345 sono stati i nuovi posti di lavoro occupati. La scuola. "Spesso a scuola i figli degli immigrati vengono chiamati stranieri, sebbene in gran parte siano nati a Roma" fa notare il dossier, spiegando che nel Lazio, studiano quasi i due quinti di tutti gli studenti immigrati del Centro Italia (14.635 alunni su 37.814) con una incidenza percentuale del 2 per cento (la media nazionale è dell'1,8 per cento). Naturalmente a tirare e fila di questa classifica è Roma con 12.368 studenti con una percentuale media del 2,4 per cento (ma ci sono anche scuole con il 25 per cento di studenti stranieri).

I motivi del soggiorno.
Risiedono a Roma per motivi di lavoro subordinato il 46,4 per cento dei cittadini stranieri; il 3,6 risiede per motivi di lavoro autonomo e il 5,6 per cento per altre attività lavorative. Per motivi familiari risiedono il 18,2 dei presenti, per motivi religiosi il 18 per cento, per la residenza elettiva il 2 per cento e per motivi diversi il 6,2 per cento.

La religione.
I cattolici sono 362.066 e rappresentano il 29,2 per cento degli immigrati (nel 1990 erano il 34,2 per cento); gli ortodossi - protestanti sono il 21,3 per cento, i musulmani il 35,4 (nel 1990 erano il 32,2); gli ebrei lo 0,3 per cento, i buddisti-scintoisti il 3,2 per cento, gli induisti il 2,5 per cento; i confuciani-taoisti lo 0,7 per cento e gli animisti l'1,3 per cento.

(Valentino Castaldo, La Stampa 24/10/2002)

 

 

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