| Il disegno di
legge su immigrazione e asilo,
approvato di recente dal Senato e ora in discussione
alla Camera, torna a far discutere e a preoccupare.
Il tentativo di contrastare l'immigrazione clandestina,
restringendo i canali d'ingresso, rischia di far aumentare
gli ingressi irregolari e di non permettere ai lavoratori
immigrati di ottenere un inserimento legale nel nostro
paese.
Particolare preoccupazione suscita la proposta del
ddl Bossi-Fini sul "contratto
di soggiorno", secondo il quale un immigrato
può restare sul territorio italiano fin quando
ha un lavoro (e dunque solo se "produce ricchezza");
il restringimento per gli ingressi per ricongiungimento
familiare non aiuta l'integrazione delle famiglie immigrate,
così come, venendo a mancare la figura dello
"sponsor" viene reso più difficile
il rapporto tra famiglie italiane e immigrati. Dalla
stessa maggioranza viene la proposta di tenere lo sponsor
ma di limitarne il numero di casi rispetto al 2001 (di
15.000), di limitarlo a 6 mesi e non per un anno, di
rendere più pesante la fidejussione bancaria.
Dello stesso tenore gli articoli del ddl sui rifugiati
e richiedenti asilo, per i quali si vorrebbe
snellire la procedura di analisi delle domande, con
il rischio di incorrere in una superfiale verifica delle
condizioni di concessione dello status e soprattutto
non si comprende come, eliminando l'attuale figura della
Commissione Centrale per l'analisi delle domande, si
possa pretendere dai funzionari di polizia locale una
conoscenza geo-politica tale da poter decidere sul rilascio
o meno dello status di rifugiato.
Alquanto discussa è la proposta della rilevazione
delle impronte digitali agli extracomunitari,
sia in fase di rilascio del permesso di soggiorno, sia
in fase di rinnovo. Sono scattate subito una serie di
controproposte quali: impronte solo per gli irregolari
o per chi non rivela la sua identità o dice di
aver perso i documenti.
La regolarizzazione è
prevista per le badanti e per le colf, con la
distinzione che le badanti possono essere assunte in
numero illimitato, purché si dimostri tramite
certificato medico le reali necessità di assistenza,
mentre per le colf il numero è di una per famiglia.
Nulla da fare per coloro che sono entrati in Italia
irregolarmente dopo il 1 gennaio 2002 e che non hanno
un lavoro regolare.
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