ARCHIVIO
 
  iniziative religiose 
  leggi & emigrazione 
  intercultura 
2002 2003
<<
 
 
Firmato il decreto flussi 2002: previsto l'ingresso di 20.500 lavoratori extracomunitari.

Come era stato ampiamente previsto dal sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano, è stato dato il via libera al decreto flussi per l'anno 2002. Il presid ente del consiglio Silvio Berlusconi ha infatti firmato il decreto che prevede la "programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello stato per il 2002".

Per il 2002, in base al decreto, sono ammessi in Italia "per motivi di lavoro autonomo", "altamente qualificato", "subordinato" o "stagionale", una quota massima di 20.500 persone. Una parte degli ingressi legali sarà dedicata ai paesi che hanno sottoscritto specifici accordi di cooperazione con l'Italia. I permessi di lavoro salgono a 63 mila.
"Per l'anno 2002 -si legge nel primo articolo del decreto- sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro autonomo entro una quota massima di 2.000 persone, i cittadini stranieri non comunitari residenti all'estero, con l'esclusione di quelli provenienti dai paesi previsti dagli articoli 3 e 4 del presente decreto, appartenenti alle categorie di seguito elencate: ricercatori, imprenditori che svolgono attività di interesse per l'economia nazionale; liberi professionisti, collaboratori coordinati e continuativi, soci e amministratori di società non cooperative, artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati. All'interno di tale quota non sono ammesse le conversioni di permessi di soggiorno per motivi di studio in permessi di soggiorno per lavoro autonomo"

L'articolo due del decreto ammette in Italia "per motivi di lavoro subordinato altamente qualificato i cittadini stranieri non comunitari residenti all'estero, con l'esclusione di quelli provenienti dai paesi previsti dagli articoli 3 e 4 del presente decreto, appartenenti alla categoria dei 'dirigenti', entro una quota massima di 500 persone".
Sempre per quest'anno, in base all'articolo tre, "sono ammessi per motivi di lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale e di lavoro autonomo, lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea retta di ascendenza, residenti in Argentina, che chiedano di essere inseriti in un apposito elenco, costituito presso le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane in Argentina, contenente le qualifiche professionali dei lavoratori stessi, entro una quota massima di 4mila persone".

Una quota, in base al decreto, è inoltre riservata, sempre per lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, ai "cittadini di paesi che hanno sottoscritto specifici accordi di cooperazione in materia migratoria". Si tratta di una quota massima di 10000 persone, così ripartite: 3000 cittadini albanesi; 2000 tunisini; 2000 marocchini, 1000 egiziani, 500 nigeriani, 500 moldavi, 1000 Srilankesi.
Il quinto e ultimo articolo del decreto stabilisce che "sono ammessi in Italia per motivi di lavoro stagionale i cittadini non comunitari residenti all'estero entro una quota massima di 4mila persone".
Questo decreto è in qualche modo una vittoria del sottosegretario dell'Interno Mantovano. Di fronte alle proteste della Lega egli spiegò che questa era una necessaria valvola di sfogo per rispondere alla pressione esercitata sui nostri confini e che si sarebbe potuta attuare in uno spirito di "collaborazione" con i Paesi disposti a "controllare" i flussi migratori verso l'Italia.

Si prevede comunque che, per le future quote annuali, il governo accetterà una media di 60-70 mila nuovi ingressi all'anno. Meno di quanti ne chiede il mercato del lavoro.
Si ricorda inoltre che con l'attuazione della nuova legge sull'immigrazione, il decreto sulle quote flussi che determina il numero di extracomunitari che possono entrare ogni anno in Italia è diventato facoltativo.

(fonte: www.stranieriinitalia.it)

 

 

 

torna su