| Per dare rilievo alla prima Giornata
mondiale del rifugiato, fissata dall'ONU il 20 giugno,
Il Jesuit Refugee Service che in Italia fa capo al Centro
Astalli offre la possibilità di addentrarsi nel
grave problema del diritto di asilo che, pur sancito
in Italia dalla Costituzione, ancora oggi è spesso
negato o reso inaccessibile.
Grazie agli interventi di esperti e a testimonianze
dirette dei protagonisti di questo vasto mondo popolato
da oltre venti milioni di rifugiati e sfollati, si può
conoscere più da vicino da dove vengono questi
"senza patria", perché sono costretti
a fuggire dal loro paese, perché si fermano in
Italia o sono intenzionati ad approdarvi solo di passaggio,
quali i più acuti problemi da affrontare, quale
il contributo a risolverli o alleviarli può venire
dalle istituzioni e dall'associazionismo volontario.
I dati sulla presenza di rifugiati in Italia sono molto
fluidi e incerti. Secondo il CIR nel 2001 sarebbero
state presentate 16.000 richieste di asilo (e 18.000
nel 2000), particolarmente da parte di Irakeni e Turchi
di etnia Curda, quindi da ex-Jugoslavi e Sri-Lankesi.
Ne sono state esaminate dalla Commissione Centrale per
il riconoscimento dello status di rifugiato 13.344 (24.438
nel 2000). Le risposte positive furono 2.098, quelle
negative 11. 166.
Per l'Acnur i rifugiati presenti in Italia sono 22.870:
di questi 12.800 con lo status di rifugiati, 10.070
a titolo di protezione umanitaria.
Per ulteriori informazioni si può contattare:
Sasana Bames, tel. 06.69925099.
(Migranti-press, 1-7 giugno 2002)
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