Nella seduta del
26 settembre u.s. il Senato della Repubblica ha approvato
il disegno di legge di conversione del decreto-legge
(n. 195) recante disposizioni urgenti in materia di
legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari.
Con tale provvedimento, che attende ora l’esame
della Camera dei deputati, il Governo ha dato attuazione
all’impegno assunto dinanzi al Parlamento di provvedere,
contestualmente all’entrata in vigore della nuova
normativa sull’immigrazione, alla legalizzazione
di lavoratori extracomunitari in posizione irregolare
(nei tre mesi antecedenti all’entrata in vigore),
alle medesime condizioni stabilite dalla legge n. 189/02
per lavoratori extracomunitari addetti al lavoro domestico
e di assistenza.
Rispetto al testo originario, l’Assemblea di
Palazzo Madama ha apportato alcune modifiche sostanziali.
Il termine ultimo per presentare le domande di regolarizzazione
scadrà, come per le colf e le badanti, l’11
novembre prossimo. Non è previsto un limite numerico
di lavoratori extracomunitari da regolarizzare, ma è
stata introdotta la novità per cui “le
quote massime di stranieri da ammettere nel territorio
dello Stato per lavoro subordinato…, sono decurtate
dello stesso numero di permessi di soggiorno per lavoro,
rilasciati a seguito di revoca di provvedimenti di espulsione…”.
Il decreto d’urgenza estende la possibilità
della regolarizzazione agli immigrati che si impegnano
a stipulare un contratto a tempo indeterminato o un
contratto di un anno. Inoltre, non può essere
regolarizzato colui che è stato espulso ed è
rientrato clandestinamente, chi è stato colto
in fragranza di reato, colui che è stato sottoposto
a procedimento penale per delitto non colposo e chi
è stato accompagnato alla frontiera dalla Forza
pubblica. Al di fuori dei casi suddetti, spetta ai prefetti
decidere se revocare il provvedimento di espulsione.
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