| Tempi e scadenze,
documentazione, pagamenti, convocazione in prefettura,
rinnovi
LIMITE DEI TRE MESI
Possono essere regolarizzati gli stranieri senza permesso
di soggiorno che lavorano in Italia almeno dal 9 giugno.
Per dimostrare la presenza in Italia andrà esibito
il passaporto con il timbro di entrata oppure atti amministrativi
e di enti che forniscono servizi pubblici. Vanno bene,
quindi, i permessi di soggiorno scaduti, i documenti
d'identità, le denunce di smarrimento, i contratti
di utenze domestiche, le bollette di luce, gas, telefono,
i certificati sanitari, le cartoline e le lettere postali,
la documentazione di iscrizione a scuole pubbliche e
private. Sono ammessi anche i documenti a nome dell'immigrato
provenienti da alberghi e organizzazioni assistenziali
o di tutela legale, come per esempio la tessera Caritas.
DUE MESI DI TEMPO
Ci sono 60 giorni a disposizione dal 9 settembre per
regolarizzare colf, collaboratrici a ore, badanti. Possono
usufruire della sanatoria gli extracomunitari che svolgono
lavoro domestico "per sostegno al bisogno familiare",
alle dipendenze di anziani, portatori di handicap e
persone non autosufficienti. Ogni datore di lavoro può
mettere in regola solo una colf, mentre non ci sono
limiti per le badanti purché un certificato medico
attesti la necessità di assistenza. Un mese di
tempo, invece, per regolarizzare i lavoratori dell´industria.
UFFICI POSTALI
La dichiarazione di emersione va presentata alle poste,
dove i moduli potranno essere ritirati a partire da
domani. Il datore di lavoro, che può essere pure
un extracomunitario in regola con il permesso di soggiorno,
deve indicare nella domanda di regolarizzazione le sue
generalità e la sua nazionalità, le generalità
e la nazionalità dell´immigrato; il lavoro
svolto dal dipendente e il modo in cui viene svolto.
Nella domanda, infatti, va specificato il tipo di rapporto
lavorativo, la durata, le mansioni, il trattamento economico.
Lo stipendio non potrà essere inferiore a quello
previsto dalla legge (439 euro mensili).
LA DOCUMENTAZIONE
Alla richiesta va allegata, inoltre, l'attestazione
di avvenuto pagamento di un contributo forfettario pari
all'importo trimestrale corrispondente al rapporto di
lavoro dichiarato, la copia di un impegno a stipulare
un contratto di lavoro con l'immigrato e la certificazione
medica della patologia o handicap della persona a cui
viene prestata assistenza. Non sono richiesti certificati,
invece, per chi è occupato come collaboratore
domestico.
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