| È importante, per il Papa,
che in Italia “si diffonda lo spirito di accoglienza”
nei confronti di chi è immigrato. Come Dio -
ha ricordato il Pontefice - che si è fatto “migrante”
ed accoglie ogni uomo; gli immigrati a loro volta rispettino
le leggi dello Stato che li accoglie. Così Giovanni
Paolo II, in occasione della Giornata Nazionale delle
Migrazioni 2002 durante la recita dell'Angelus. La terra,
ha aggiunto, è per gli uni luogo di povertà,
per altri di grandi ricchezze.
Dal testo dell’angelus di
Domenica 17 novembre 2002
Carissimi Fratelli e Sorelle!
Si celebra oggi in Italia la Giornata
delle Migrazioni, appuntamento annuale che invita
la Comunità ecclesiale e quella civile a riflettere
su quest'importante e complesso fenomeno sociale.
Quale tema per l'odierna ricorrenza, i Vescovi italiani
hanno scelto un'espressione dell'apostolo Paolo:
"Accoglietevi come Cristo ha accolto voi"
(Rm 15,7). In Cristo, accogliendo ogni uomo,
Dio si è fatto "migrante" nei sentieri
del tempo per portare a tutti il Vangelo dell'amore
e della pace. Contemplando questo mistero, come non
aprirsi all'accoglienza e riconoscere che ogni essere
umano è figlio dell'unico Padre celeste e quindi
nostro fratello?
Viviamo in un'epoca di profondi mutamenti che investono
persone, gruppi etnici e popoli. Anche oggi si registrano
gravi disuguaglianze, specialmente tra nord e sud del
mondo. Ciò fa sì che la terra, divenuta
sempre più "villaggio globale", sia
purtroppo per gli uni un luogo di povertà e di
privazioni, mentre nelle mani di altri si concentrano
grandi ricchezze. In questo contesto, l'"altro"
rischia di essere considerato spesso un concorrente,
tanto più se è "diverso" per
lingua, nazionalità e cultura.
È per questo importante che si diffonda lo spirito
dell'accoglienza, da tradurre in comportamenti sociali
di attenzione specialmente a chi è nel bisogno.
Ognuno è chiamato a contribuire per rendere il
mondo migliore cominciando dal proprio ambito di vita
e di azione. Auspico di cuore che le famiglie, le associazioni,
le comunità ecclesiali e civili diventino sempre
più palestre di ospitalità, di civile
convivenza, di dialogo fecondo. Gli immigrati, da parte
loro, sappiano rispettare le leggi dello Stato che li
accoglie e contribuire così ad un migliore inserimento
nel nuovo contesto sociale.
Maria, la Vergine dell'accoglienza, è figura
e modello della Chiesa, che deve essere casa ospitale
per tutti gli uomini e i popoli. Per assumere la nostra
umanità, Dio ha voluto bussare alla porta del
cuore della Madonna, ricevendone un "sì"
pieno di fede e d'amore. Ci aiuti Lei ad essere aperti
alle esigenze dei fratelli, in particolare di quanti
si trovano in maggiori difficoltà.
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